MELONI DAL CAMPANELLO AL 13 NOVEMBRE
Uff.Stampa Palazzo Chigi Filippo Attili
25 ottobre 202210:42
Passaggio della campanella con Draghi, poi Meloni in Cdm
27 Ottobre 2022
ABEMUS NUOVO GOVERNO!
Non aveva ancora giurato che:
Gasparri ha depositato una proposta di modifica contro l'aborto
Portano il contante a 10.000 Euro?
2 navi fermate in mezzo al mare
la polizia manganella gli studenti all’Università
condono ai ricchi e flat tax
ritornano i medici no-vax e cancellano le multe a chi non si è vaccinato
SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO....
BUONA NOTTE!
31 ott 2022
IL GOVERNO MELONI SI PREPARA A UNA STRETTA SUL REDDITO DI CITTADINANZA: ANDRÀ SOLO A CHI NON PUÒ LAVORARE, IN 660 MILA A RISCHIO -
Michela Finizio per “il Sole 24 Ore”
Il reddito di cittadinanza è davanti a un bivio. Da un lato «i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare», come pensionati in difficoltà, invalidi e genitori privi di reddito con figli minori. Per loro la misura, come ha affermato nel suo discorso programmatico alle Camere la neo-presidente del Consiglio Giorgia Meloni, «resterà un doveroso sostegno economico dello Stato». «Ma per gli altri, per chi è in grado di lavorare, la soluzione non può essere il reddito di cittadinanza», ha aggiunto. Dividendo così la platea dei beneficiari, il nuovo Governo punta a riesaminare la misura di contrasto alla povertà attiva in Italia da aprile 2019, che nel 2022 ha raggiunto almeno una volta 1,1 milioni di famiglie, e che comporta una spesa di otto miliardi all'anno. Secondo Meloni la misura bandiera del Movimento 5 Stelle ha rappresentato «una sconfitta» per tutte quelle persone che sono in grado di lavorare: per loro la vera soluzione deve essere «il lavoro, la formazione e l'accompagnamento al lavoro, anche sfruttando le risorse del Fondo sociale europeo».
SALVINI C’HA PRESO GUSTO A SPARARLE GROSSE E A FAR INNERVOSIRE LA MELONI. E HA ANNUNCIATO LA REALIZZAZIONE DEL PONTE SULLO STRETTO “GREEN”
Da www.ansa.it
"Stiamo lavorando per dare non all'Italia ma al mondo l'opera
ingegneristica più green, più ecocompatibile di quelle studiate perché si
guadagnerebbe in termini di inquinamento tolto, dal mare e dall'aria, con la
velocizzazione del collegamento non fra Sicilia e Calabria ma fra Italia,
Europa e resto del mondo, in salute e in denaro". Così il vicepremier e
ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, in un video su twitter, parlando
del Ponte sullo Stretto sottolineando che "stiamo lavorando giorno e notte
con tecnici" e ribadendo che "costa di più non farlo che farlo".
Nel pomeriggio "avrò il primo contatto" con la Commissaria Europea ai
Trasporti e alle Infrastrutture, ha aggiunto Salvini. "Questo è l'elenco
delle 117 opere pubbliche ferme e commissariate in Italia da sbloccare, da
accelerare. Ci sono 9 dighe in Sardegna, la metropolitana di Catania, la
tangenziale di Mondovì, la tangenziale di Lucca, la ferrovia fra Venezia e
Trieste da accelerare, la Vigevano-Malpensa, insomma non mancano le opere da sbloccare".
Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA GIORGETTI HA INTERROTTO LA TRATTATIVA IN ESCLUSIVA PER LA CESSIONE DI ITA AIRWAYS CON IL FONDO CERTARES, AIR FRANCE E DELTA, CORDATA CHE ERA STATA PREFERITA DAL GOVERNO DRAGHI
www.repubblica.it
Il ministero dell'Economia interrompe la trattativa in esclusiva con il fondo
Certares (Usa), Air France e Delta. In una nota, il ministero spiega che
"proseguono le interlocuzioni per la definizione di un possibile accordo
di cessione del controllo di Ita". Ita Airways e Certares, prove tecniche
di alleanza. Accordo da 74 milioni sulle carte di credito. Ecco i vantaggi La cordata tra Certares, Air France e Delta
era stata preferita - dal governo Draghi, il 31 agosto - a quella che schierava
invece Msc e Lufthansa. In quel momento, è partita la trattativa in esclusiva.
Ora, con questa proroga, il governo Meloni si muove in discontinuità rispetto
al precedente esecutivo.
Lunedì 31 ottobre si è svolto il primo Consiglio dei ministri del governo guidato da Giorgia Meloni, in cui tra le altre cose sono stati nominati i sottosegretari dei ministeri ed è stato approvato un decreto legge che include misure riguardanti ambiti molto diversi, dalla sanità alla giustizia.
Su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio, il governo è intervenuto per modificare l’ordinamento penitenziario in merito all’ergastolo ostativo, una pena senza fine che “osta” a qualsiasi sua modificazione e che non può essere né abbreviata né convertita in pene alternative, a meno che la persona detenuta decida di collaborare con la giustizia. Il governo ha inoltre rinviato al 30 dicembre 2022 l’entrata in vigore di alcune disposizioni della riforma della Giustizia approvata dal precedente governo (la cosiddetta riforma Cartabia, dal nome dell’ex ministra della Giustizia). Meloni ha anche annunciato alcune misure per contrastare i rave party illegali, alla luce di quello molto discusso che è stato organizzato negli ultimi giorni a Modena. Il governo ha deciso di introdurre un nuovo reato, quello di “Invasione per raduni pericolosi”, che prevede tra le altre cose la reclusione da 3 a 6 anni, e multe da 1.000 a 10.000 euro. «Gli operatori della sanità erano gli unici per i quali era prevista l’obbligatorietà vaccinale, abbiamo deciso di anticipare la fine dell’obbligo a domani perché ci consente di prendere 4mila persone ferme e metterle al lavoro, in un momento di grave carenza di organico», ha detto Meloni nel corso della conferenza stampa lunedì. Inoltre il governo ha deciso di confermare l’obbligo di indossare le mascherine negli ospedali, nelle strutture sanitarie e nelle residenze socio-sanitarie assistenziali (RSA), che sarebbe scaduto oggi. Meloni non ha specificato fino a quando l’obbligo resterà in vigore.
SUBITO DOPO L'ANNUNCIO DEL PUGNO DURO CONTRO I RAVE PARTY, AL MINISTRO DELL’INTERNO PIANTEDOSI È STATO CHIESTO DEL MANCATO INTERVENTO DEL GOVERNO DURANTE LE CELEBRAZIONI DELLA MARCIA SU ROMA. E LUI HA RISPOSTO: “MODENA E PREDAPPIO SONO COSE DIVERSE. PREDAPPIO È UNA MANIFESTAZIONE CHE SI SVOLGE DA TANTI ANNI. SUL RAVE PARTY C’ERA LA DENUNCIA DEL PROPRIETARIO”
Micromega Rossella Guadagnini
31 Ottobre 2022
“Io credo che le donne si debbano giudicare per il merito. In questi giorni
si è fatto un gran parlare, grandi polemiche sull’uso de ‘il presidente’ o ‘la
presidente’, ma io non ho mai pensato che la grandezza delle nostre battaglie
si misuri nel farsi chiamare ‘capotrena’, ho pensato che fossero ben altri i
temi su cui occorreva battersi”. Così la premier Giorgia Meloni, in Aula alla
Camera. Era il non proprio lontanissimo 25 ottobre scorso.
Tre giorni dopo, il 28 ottobre, le cose son cambiate. Tanto che, bruciando
qualsiasi tappa, è stata inviata a tutti i ministeri una circolare da Palazzo
Chigi, in cui il neo segretario generale della presidenza del Consiglio, Carlo Deodato,
comunica quale sia l’appellativo da usare nelle comunicazioni ufficiali: Meloni
va chiamata “il Signor Presidente del Consiglio”. La comunicazione ufficiale è
stata accolta da un certo, comprensibile, sconcerto e molta incredulità, tanto
che si è pensato a una fake news. Il dibattito politico si accende e rimbalza
sui social, finché per porre fine alle polemiche considerate eccessive e fuori
luogo rispetto alle urgenze del Paese, arriva una doppia precisazione. La prima
quella di palazzo Chigi con una nota ufficiale che modera termini e maiuscole:
”Usate la formula ‘Il presidente del Consiglio’, senza ‘signor’’”, poi quella
per bocca della stessa premier con un post sui social. ”Leggo che il principale
tema di discussione di oggi (28 ottobre ndr) sarebbe su circolari burocratiche
interne, più o meno sbagliate, attorno al grande tema di come definire la prima
donna Presidente del Consiglio. Fate pure. Io mi sto occupando di bollette,
tasse, lavoro, certezza della pena, manovra di bilancio. Per come la vedo io,
potete chiamarmi come credete, anche Giorgia”.
La “capotrena” Giorgia – che dovrebbe essere, semmai. la “capatreno” con buona
pace del compianto Luca Serianni – vuol essere chiamata, dunque, al maschile
nella comunicazione scritta, mentre in quella orale basterà il nome di
battesimo a definirla. Perciò, in attesa di una sua futura richiesta di
salutarla rinculando con inchino, corretta in seguito nell’amichevole “dammi il
cinque”, ci adatteremo tutte e tutti all’umore variabile dei tempi, chi di buon
grado, chi no. Così va il mondo e buon viaggio con le Ferrovie dello Stato.
Ilaria Proietti per “il Fatto quotidiano”
Alla fine valeva la pena far il diavolo a quattro e minacciare sfaceli: con gli incarichi di sottogoverno, Silvio Berlusconi fa il pieno mettendo nelle mani fidate dei suoi fedelissimi ciò che gli è più caro. Ecco allora Valentino Valentini, uomo che per conto suo teneva i rapporti con Mosca, planare come viceministro al ministero dello Sviluppo che oggi si chiama delle imprese e del Made in Italy, ma la sostanza non cambia perché sempre lì sono le deleghe su frequenze e tv. […] Ma B. comunque incassa acchiappando come se non ci fosse un domani: Alberto Barachini, che nella scorsa legislatura aveva piazzato a presiedere la commissione di vigilanza Rai, ossia vigilare sulla concorrenza, ora sarà il nuovo sottosegretario all'Editoria. […] E la giustizia? Idem come sopra: confermato, anzi promosso Francesco Paolo Sisto che era già sottosegretario in Via Arenula col Governo dei Migliori, e ora affiancherà da viceministro il guardasigilli Carlo Nordio imposto da Giorgia Meloni all'ex Cavaliere che rivendicava per sé la casella: per piazzarci Maria Elisabetta Alberti Casellati pronta a giurare che sì Ruby rubacuori era davvero la nipote di Mubarak. O lo stesso Sisto, che di Berlusconi è stato difensore nel processo escort in salsa pugliese. […] Ma se Licia sorride, Marta è proprio contenta, perché tra gli incarichi di sottogoverno si è trovato uno strapuntino di lusso pure per Matteo Perego di Cremnago, amico suo (oltreché di Luigi Berlusconi), recuperato come sottosegretario alla Difesa.
1 Novembre
Luca Bottura per “La Stampa”
Rave party, i ragazzi non si arrendono: "La prossima volta una bella
camicia nera e passa la paura". Oppure potrebbero fondare un Inter Club:
chi li tocca, poi?
Richiesto della differenza tra Predappio e Modena, Piantedosi
ha detto che è diverso perché le sfilate mussoliniane avvengono da tanti anni.
La famosa "usu c****one".
Tornano al lavoro 4000 medici No Vax. I famosi angeli del focolaio.
Farsi curare da uno che non crede nella scienza è come comprare un mappamondo
da un terrapiattista.
Dilaga sui social la foto del nuovo viceministro alle Infrastrutture vestito da
nazista a un party. Ma sono errori di gioventù: oggi non si farebbe fotografare.
Lentamente, Meloni si avvicina al punto: ieri si è proclamata antilassista.
Lula svela il segreto della sua vittoria: "Ho scelto i consigli della
Sinistra italiana. E ho fatto il contrario".
Dagospia 2 Novembre
LETIZIA MORATTI APRE UFFICIALMENTE LA CRISI DELLA LEGA: SI E' DIMESSA DA VICEPRESIDENTE E ASSESSORE AL WELFARE DELLA REGIONE LOMBARDIA - “HO ATTESO L'ESITO DELLE ELEZIONI E LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO PER RENDERE NOTA LA MIA POSIZIONE. È VENUTO MENO IL RAPPORTO DI FIDUCIA CON IL PRESIDENTE ATTILIO FONTANA” – CON IL SOSTEGNO DI SALA E DI CALENDA…
(ANSA) - Moody's abbassa a negativo da
stabile l'outlook sul settore bancario italiano. Ad incidere le condizioni
operative che deterioreranno ulteriormente nei prossimi 12-18 mesi, indebolendo
la qualità dei prestiti, la redditività e l'accessibilità ai finanziamenti
delle banche. Tullio Ferrante da lunedì è sottosegretario alle Infrastrutture e
ai Trasporti, uno degli otto di Forza Italia. E oggi su La Verità Fosca Bincher
(pseudonimo di Franco Bechis) ci racconta anche di una sua amicizia
strettissima. Ovvero quella con Marta Fascina. La compagna di Berlusconi, anche
lei eletta alla Camera a Marsala, è infatti «da sempre» sua amica e compagna di
scuola.
IL "CAPITONE" HA APPENA DICHIARATO CHE IL PONTE SULLO STRETTO DI
MESSINA SARÀ L’OPERA PIÙ GREEN D'EUROPA, MA IL SUO SOTTOSEGRETARIO, TULLIO
FERRANTE, LO ASFALTA SUBITO: “IL TEMPO DELL'AMBIENTALISMO IDEOLOGICO E
PARALIZZANTE È TERMINATO”
(ANSA) "Letizia Moratti è stata coraggiosa nel rassegnare le dimissioni dal pessimo governo di Attilio Fontana. Moratti ha svolto un ottimo lavoro nel corso della campagna vaccinale, che prima di allora era in un caos indegno per una grande Regione europea. Sono certo che in futuro potrà dare un contributo positivo nella politica regionale o nazionale." Così in una nota il leader del Terzo Polo Carlo Calenda.
(ANSA) Le dimissioni di Letizia Moratti da assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia "è chiaro che erano un qualcosa da me atteso. Moratti ha fatto quello che non ha avuto il coraggio di fare Fontana, cioè di prendere atto che non c'era più fiducia". Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato le dimissioni di Letizia Moratti. "Perché il rapporto fiduciario non c'era, l'ho detto più volte tempo fa, un assessore non è eletto ma nominato sulla base di un rapporto fiduciario dal sindaco o dal presidente della regione - ha concluso -. Mi viene da dire che le cose stavano così ormai da parecchio tempo".
Fontana, Moratti guarda a sinistra e non da oggi
(ANSA) "I dubbi che avevo espresso sul posizionamento politico di Letizia
Moratti erano fondati. È chiaro che guarda verso sinistra e non da oggi":
così il presidente della Lombardia Attilio Fontana dopo le dimissioni di
Letizia Moratti. (ANSA).
Massimo Franco per il “Corriere della Sera”
“I PRIMI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO SANNO DI VOGLIA DI MARCARE IL
TERRITORIO” - “LE REALI PRIORITÀ
RIGUARDANO I COSTI DELL'ENERGIA E L'ESIGENZA DI PROTEGGERE FAMIGLIE E IMPRESE
DEL PAESE, SARÀ SU QUELLO CHE L'OPINIONE PUBBLICA COMINCERÀ A FARSI UN'IDEA
DELLE CAPACITÀ E DELLA LUCIDITÀ DI GIORGIA MELONI E DELLA SUA COALIZIONE - I
PRIMI PROVVEDIMENTI ASSUNTI NELLE ULTIME ORE SANNO PIÙ DI FUOCHI D'ARTIFICIO
IDEOLOGICI, PER AMMALIARE I SIMPATIZZANTI; E PER MOBILITARE OPPOSIZIONI"
P. Bar. per “la Stampa”
L'EMERGENZA BOLLETTE E’ PRIORITARIA MA I SOLDI DOVE SONO? - FISSANDO
IL DEFICIT DEL 2023 AL 4,5% (DAL 3,3 PREVISTO IN PRECEDENZA) SI LIBERANO
ALL'INCIRCA 21 MILIARDI - PER CONFERMARE ANCHE IL PROSSIMO ANNO I SOSTEGNI A
FAMIGLIE E IMPRESE E PER FINANZIARE TUTTO IL RESTO, DALLA RIVALUTAZIONE DELLE
PENSIONI AL RAFFORZAMENTO DELLA FLAT TAX, ALLE SPESE OBBLIGATORIE, DI MILIARDI
NE SERVIREBBERO ALMENO 40
(ANSA) - Quella sui rave "non è una legge liberticida ma ha due criticità. La norma va corretta ma non vedo che questo comporti una questione di crisi politica" . Lo ha detto il vicepresidente della Camera di Fi, Giorgio Mulè a Metropolis annunciando che "in Parlamento verranno presentati emendamenti, sempre che non lo faccia il governo". Per Mulè le criticità riguardano la "pena spropositata e la genericità dell'articolo 5: su questo bisogna intervenire. E' giusto perseguire ma non si possono fare le intercettazioni preventive" ribadisce secondo il quale esistevano anche le condizioni di necessità e urgenza per procedere per decreto.
Repubblica.it
IL GOVERNO TEDESCO CHIEDE CHE L'ITALIA PRESTI "RAPIDAMENTE SOCCORSO"
AI 104 MINORI NON ACCOMPAGNATI SALVATI NEL MARE MEDITERRANEO DALLA NAVE
"HUMANITY 1" BATTENTE BANDIERA TEDESCA
La Farnesina, d'intesa con il ministero dell'Interno, informa di aver inviato
per iscritto, con nota ufficiale, all'Ambasciata della Repubblica Federale
tedesca la richiesta di avere un quadro compiuto della situazione a bordo della
"Humanity 1" in vista dell'assunzione di eventuali decisioni. In
particolare, è stato richiesto di conoscere al più presto informazioni di
dettaglio sulle persone presenti a bordo della nave, sulle zone marine in cui
ha operato la nave, se vi siano persone vulnerabili a bordo e se sia stata già
avanzata richiesta di protezione internazionale. Da parte italiana si
continuerà naturalmente a monitorare la situazione a bordo di questa e delle
altre navi e a fornire l'assistenza di emergenza che si dovesse rendere
necessaria.
Le parole di Meloni: "Dobbiamo ricordare che cos'è il diritto del mare,
tante volte invocato a sproposito. Se tu incontri per caso in mare una barca in
difficoltà, sei tenuto a salvare chi è a bordo. Ma se fai la spola tra le coste
africane e l'Italia per traghettare migranti, violi apertamente il diritto del
mare e la legislazione internazionale. Se poi una nave Ong batte bandiera,
poniamo, tedesca, i casi sono due: o la Germania la riconosce e se ne fa carico
o quella diventa una nave pirata". Lo afferma il presidente del Consiglio,
Giorgia Meloni, intervistato da Bruno Vespa nel suo nuovo libro.
DIETROFRONT! SULLA LEGGE ANTI-RAVE, IL GOVERNO È SUBITO COSTRETTO ALLA
RETROMARCIA – DOPO I “DISAGI” ESPRESSI DAL GUARDASIGILLI NORDIO E LE CRITICHE
DI FORZA ITALIA, IL DECRETO PER PUNIRE CHI ORGANIZZA RAVE SARÀ MODIFICATO
MELONI A BRUXELLES COL CAPPELLO IN MANO – LINA PALMERINI: "VERRÀ ASCOLTATA
CON ATTENZIONE PERÒ NON ANDRÀ A DIRE 'LA PACCHIA È FINITA'' - "ANDRÀ A
CHIEDERE SE POSSIAMO AMPLIARE LO SPAZIO DI DEFICIT PERCHÉ SERVIRANNO ALMENO 20
MILIARDI. QUINDI SUCCEDERÀ QUELLO CHE È GIÀ SUCCESSO A TUTTI I GOVERNI DEL
PASSATO, QUELLI CHE LEI CRITICAVA E DICEVA 'VANNO COL CAPPELLO IN MANO'.
L'ATTEGGIAMENTO SARÀ PIÙ O MENO LO STESSO"
Roberto Giardina per www.italiaoggi.it
Giorgia Meloni è allergica al tedesco, questo il titolo giovedì della
Frankfurter Allgemeine con articolo di Karen Krüger. Non conosco la collega,
che, però, invidio perchè da un paio d'anni è redattrice culturale a Milano del
quotidiano di Francoforte. Come dire corrispondente. Frau Krüger, 47 anni, che
è anche esperta della Turchia e dell'Islam, cita la biografia della nostra
prima donna che sta diventando presidente del consiglio, Io sono Giorgia.
A pagina 47, la Meloni racconta il suo esame di maturità. Avrebbe dovuto sostenere
l'orale in italiano, ma alla vigilia cambiarono la prova: doveva parlare di
Thomas Mann e del romanzo breve Morte a Venezia, in tedesco.
Tommaso Ciriaco e Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica
Quando stringerà la mano a Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni eviterà di
tornare su quel comizio del 2014 in cui disse: «È del tutto inutile provare a
convincere la sorda Germania a ragionare. Dunque penso che l'Italia debba dire
all'Europa: noi vogliamo uscire dall'euro».Oggi, faccia a faccia con la
presidente della Commissione europea - per giunta tedesca e protagonista
dell'era merkeliana - la premier cercherà invece di aggrapparsi a Bruxelles per
risolvere il nodo del caro energia. […] Berlino è uno snodo importante. La
scelta del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di puntare ieri sulla
Germania come prima tappa ufficiale all'estero è stata accolta con evidente
sollievo dai tedeschi. Nella capitale nessuno ha dimenticato il passaggio
dell'autobiografia di Meloni in cui parla di "avversione" verso la Germania.
LA PRESIDENTE DEL PARLAMENTE EUROPEO ROBERTA METSOLA ACCOGLIE
GIORGIA MELONI A BRUXELLES E SUBITO LE FA CAPIRE CHE NON DEVE FARE SCHERZETTI
Meloni a Metsola, 'visita bagnata visita fortunata...' (ANSA)
"Benvenuta Presidente Giorgia Meloni all'Europarlamento. L'Italia
ha sempre avuto un ruolo centrale nell'Ue. Più che mai - con l'invasione Russa
dell'Ucraina, prezzi dell'energia alle stelle e inflazione in aumento -
dobbiamo rimanere uniti. Siamo più forti se stiamo insieme". Lo ha scritto
in un tweet la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola, che in questi minuti
sta incontrando la premier italiana.
3 Nov
GIORGIA MELONI OSTENTA SODDISFAZIONE DOPO L’INCONTRO CON URSULA VON DER LEYEN:
“ABBIAMO PARLATO DI FLUSSI MIGRATORI, DELLA RICHIESTA DI UN CAMBIO DI PUNTO DI
VISTA”.
MELONI, SERVONO SOLUZIONI CONCRETE SU GAS PRIMA POSSIBILE
(ANSA) - "Mi sembra si sia creata una interlocuzione molto franca, molto positiva. Sono contenta di come sia andata questa giornata nella quale ho portato il punto di vista italiano. C'è la necessità di dare il prima possibile concretezza alla soluzione" sulla crisi dell'energia e "sul tetto del gas". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando con i cronisti a margine dell'incontro con il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel
VON DER LEYEN, GRAZIE MELONI PER TUA VISTA, FORTE SEGNALE (ANSA) - "Grazie Giorgia Meloni per il forte segnale lanciato con la tua visita alle istituzioni europee nel tuo primo viaggio all'estero. È stata una buona occasione per scambiare opinioni su temi critici che vanno dal sostegno all'Ucraina, all'energia all'Italia, al NextGenEU e alla migrazione". Lo ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
MELONI IN UE, 'VEDERSI AIUTA, NON SIAMO MARZIANI' (ANSA)
Dagospia
AVVISATE MELONI E SALVINI: MANDARE A QUEL PAESE LA NAVE TEDESCA DI SOS HUMANITY
(179 PERSONE A BORDO) E L’IMBARCAZIONE NORVEGESE OCEAN VIKING, GESTITA DALLA
ONG FRANCESE SOS MEDITERRANEE (A BORDO 234 MIGRANTI), NON È DI SICURO IL
MIGLIOR VIATICO PER AVERE BUONI RAPPORTI CON BERLINO E PARIGI. MOSTRARE I
MUSCOLI COME FA IL TRUCE LOMBARDO ("DOVE DOVREBBE ANDARE UNA NAVE
NORVEGESE? SEMPLICE, IN NORVEGIA..."), È LA VIA PIÙ VELOCE PER AVVELENARE
I RAPPORTI E NON OTTENERE NULLA QUANDO SI VA A BATTERE CASSA COL CAPPELLO IN
MANO…- L'UE: "SOCCORRERE I MIGRANTI E' UN DOVERE MORALE"
(ANSA) - "Stiamo seguendo la situazione a stretto contatto e abbiamo visto che ci sono tre navi con persone a bordo che hanno chiesto aiuto. La Commissione non è responsabile del coordinamento" delle azioni di salvataggio in mare ma "occorre sottolineare che è un obbligo morale e legale" per gli Stati membri salvare persone in mare. Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper, rispondendo ad una domanda sui casi delle navi Humanity e Ocean Viking.
(ANSA) - "Abbiamo parlato di flussi migratori, della richiesta italiana di un cambio punto di vista. La priorità per noi diventa una priorità che è già prevista nelle normative europee, che è la difesa dei confini esterni". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
(ANSA) - "Le 179 persone a bordo della Humanity 1 hanno urgente bisogno di un posto sicuro! Il capitano ha già inviato 17 richieste, senza successo". Così la ong Sos Humanity , segnalando che "le condizioni di salute dei naufraghi stanno peggiorando. A causa delle temperature fredde di notte si sta diffondendo la febbre a bordo. I test Covid sono comunque negativi".
MIGRANTI: SALVINI, NAVE NORVEGESE VA IN NORVEGIA (ANSA) - "Dove dovrebbe andare una nave norvegese? Semplice, in Norvegia..." Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, in un tweet circa il caso della Ocean Viking con 234 persone a bordo nel Mediterraneo.
MIGRANTI: SOS MED CHIEDE ASSISTENZA A GRECIA-SPAGNA-FRANCIA (ANSA) - La nave Ocean Viking, che ha a bordo 234 migranti soccorsi nei giorni scorsi al largo della Libia, ha chiesto assistenza a Grecia, Spagna e Francia. "Nonostante le ripetute richieste ai centri di coordinamento per il soccorso di Malta e Italia - afferma la Ong Sos Mediterranee - non è stato ancora indicato un porto sicuro" alla nave, "che rimane nell'incertezza". "Questo blocco in mare - sottolinea il coordinatore della Ong Nicola Stalla - non è solo moralmente vergognoso ma disattende importanti previsioni legislative del diritto marittimo internazionale e del diritto umanitario".
I 234 naufraghi a bordo, sottolinea ancora la Ong, "devono sbarcare urgentemente: ecco perché abbiamo chiesto alle autorità marittime di Grecia, Spagna e Francia, che sono le più 'in grado di fornire assistenza' (come recitano le norme internazionali), di facilitare la designazione di un porto sicuro per lo sbarco di uomini, donne e bambini".
Secondo Sos Mediterranee, sia le autorità italiane che quelle maltesi "hanno voltato le spalle a queste donne, bambini e uomini". "La situazione a bordo della Ocean Viking sta precipitando - dicono dalla Ocean Viking - le previsioni meteo annunciano vento forte, onde alte e un abbassamento delle temperature entro la fine della settimane e le scorte si stanno esaurendo". "I naufraghi - ribadisce Nicola Stalla - devono sbarcare senza ulteriori ritardi. Siamo di fronte ad un'emergenza assoluta e ogni ulteriore giorno di attesa potrebbe avere conseguenze potenzialmente letali"
3 Nov 2022 20:24
DAGOREPORT!
1. LE CANTONATE SU RAVE E VIRUS HANNO APERTO UN SOLCO TRA FORZA ITALIA E IL
DUPLEX SALVINI-MELONI. IL TRUCE, PRIMA DEL VOTO, ERA CULO E CAMICIA CON LA
RONZULLI. POI LA FAME DI POTERE HA AVUTO LA MEGLIO (VEDI LE NOMINE DI MINISTRI
E SOTTOSEGRETARI)
2. ALL’ISOLAMENTO DI LICIA, TRADITA DAL DISC-JOCKEY DEL PAPEETE, SI CONTRAPPONE IL DIALOGO TRA TAJANI E GIANNI LETTA. INSIEME STANNO CERCANDO DI RICOMPORRE LE FRATTURE DI FORZA ITALIA PER RIPORTARLA VERSO UNA POSIZIONE DI CENTRO, COSÌ FANNO FELICE ANCHE SERGIO MATTARELLA, INQUIETO DELLA DERIVA DESTRORSA PRESA DAL ''GOVERNO SALVONI''
3. SE IN LOMBARDIA IL PD DI LETTA RIESCE A CONVERGERE SULLA LISTA CIVICA DI BEPPE SALA, ALLEATO DI LETIZIA MORATTI, IL CASTELLO DELLA MELONI POTREBBE COMINCIARE A VENIRE GIÙ...
4 Novembre
Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”
NELL’INCONTRO CON URSULA VON DER LEYEN, GIORGIA MELONI HA CHIESTO UNA
RISPOSTA FINANZIARIA DELL’UE CONTRO LA SPECULAZIONE NEL MERCATO DELL'ENERGIA E
RISORSE FINANZIARIE SUL MODELLO SURE (EMISSIONE DI TITOLI DI DEBITO EUROPEI,
CHE NON PIACCIONO A BERLINO, MA CHE GARANTISCONO DENARO A COSTO ZERO O QUASI) -
I DOSSIER AFFRONTATI SONO TANTI: UCRAINA, ENERGIA, SANZIONI A MOSCA, SOSTEGNO A
FAMIGLIE E IMPRESE, MA ANCHE IMMIGRAZIONE - LA DUCETTA HA DETTO A CHARLES
MICHEL, IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, CHE SARA’ “UN PARTNER LEALE DENTRO
LA UE”. MA A BRUXELLES VOGLIONO FATTI…
Da www.lastampa.it
Non c’è la sospensione della multa da 100 euro per i no vax negli emendamenti presentati al decreto aiuti ter, ma la sanatoria per i quasi due milioni di over 50 che non avevano ottemperato all’obbligo di vaccinazione scaduto il 15 giugno scorso arriverà a breve. «I relatori formalizzeranno con ogni probabilità lunedì prossimo un emendamento in questo senso», assicurano al Mef, che nei giorni scorsi aveva già dato l’ok alla copertura, anche se nella fattispecie non si tratta di un condono ma di un semplice congelamento fino al 30 giugno prossimo della sanzione che l’Agenzia per la riscossione ha tempo fino a fine novembre per inviarla ai renitenti al vaccino che non sono riusciti a giustificare l’inottemperanza all’obbligo, o con la sopraggiunta infezione da Covid o per motivi di ordine sanitario, in verità assai pochi. La sospensione delle multe ai no vax non ha trovato una sponda favorevole nei giorni scorsi tra esponenti di Forza Italia, tra i quali il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulé, ha tenuto a precisare che «l’amnistia non deve diventare amnesia, perché le sanzioni sono state comminate a soggetti che volontariamente non riconoscevano la valenza dei vaccini, mettendo così a rischio la vita degli altri».
QUANDO MELONI NEL 2018 DICEVA: L'EURO SI STA DISSOLVENDO
Da www.lastampa.it
Ospite a L'aria che tira su La7, nel 2018 l'attuale premier, Giorgia Meloni, espresse i suoi dubbi circa la stabilità dell'euro e avanzò l'ipotesi di "uno scioglimento concordato della zona euro".
ECCO COSA DICEVA LA PREMIER SULL'UE PRIMA DELLA CAMPAGNA
ELETTORALE: "SIAMO IN MANO A UNA BANDA DI USURAI"
Claudio Tito per www.repubblica.it
GIORGIA MELONI Ecco quello che diceva sull'Unione europea dal 2014, ossia dall'anno in cui ha assunto la presidenza di Fratelli d'Italia.
8 marzo 2014 Appena eletta presidente di Fratelli d'Italia al Congresso di Fiuggi: "All'Euro serve l'Italia molto più di quanto all'Italia serva l'Euro. Lo diciamo alla sorda Germania: l'Italia deve uscire dall'Euro
8 marzo 2015 giorgia
meloni nel 2018 proponeva lo scioglimento della zona euro
Intervista tv: "Tutti abbiamo avuto il sogno dell'Europa unita. Ora ci
troviamo in mano ad una banda di usurai. Ci sono principalmente interessi
economici dietro all'interesse o meno verso la Grecia. Non esiste una
solidarietà europea, esistono solo gli egoismi nazionali. L'Europa non
esiste!"
11 novembre 2015 Intervista radiofonica sulle sanzioni alla Russia: "L'Italia dovrebbe assolutamente ritirare la sua firma, le sanzioni sono una cosa idiota per l'economia italiana ed europea". E tra Obama e Putin: "Oggi scelgo assolutamente Putin, credo che in politica internazionale Obama sia il peggiore presidente degli Stati Uniti della storia"
24 giugno 2016 Su Facebook: "Le istituzioni europee sono distanti anni luce dai problemi della gente. Lo diciamo da anni. Al referendum sulla Brexit i britannici, con il loro voto e con il loro coraggio, lo hanno ribadito con forza. Ora vogliamo che in Europa torni la democrazia, che su questi temi siano sempre i popoli a scegliere e che le istituzioni europee vengano restituite alla gente e tolte dalla proprietà dei comitati d'affari".
30 settembre 2016 Intervista a Libero sul programma del centrodestra e l'uscita dall'Ue: "Io rivendico di aver ottenuto l'inserimento di alcune nostre battaglie storiche, come il tetto alle tasse in Costituzione e il diritto per i cittadini di esprimersi sulla ratifica dei trattati internazionali, compresi quelli sulla nostra presenza nell'Ue".
3 marzo 2017 Su Facebook: "In Ue va tutto al contrario di come dovrebbe andare: piuttosto che occuparsi di combattere l'Isis si occupano di impedire a Marine Le Pen di raccontare i massacri dell'Isis. Questo è folle e scandaloso e non escludo di fare una campagna analoga a quella fatta dalla Le Pen per raccontare i massacri dell'Isis"
12 settembre 2018 Incontro con l'ambasciatore Ungherese a Roma: "Fratelli d'Italia è al fianco del popolo ungherese e di Viktor Orbán, che l'Unione europea vorrebbe sanzionare perché ha il coraggio di dire no all'invasione e no all'islamizzazione dell'Europa".
All'inizio della legislatura iniziata nel 2018 Giorgia Meloni presenta alla Camera una Proposta di legge costituzionale per modificare gli articoli 97, 117 e 119 con l'obiettivo di cancellare dalla Carta tutti i riferimenti all'Unione europea.
3 marzo 2019 Intervento al Cpac (Associazione politica dei conservatori americani): "La democrazia in Europa è diventata un inganno: i cittadini possono votare per istituzioni che non hanno il potere di decidere, mentre il loro voto non conta nulla nel funzionamento delle istituzioni che detengono il vero potere nel vecchio continente. Questa entità sovranazionale e non democratica ha imposto alle nazioni europee le scelte delle élite mondialiste e nichiliste volute dalla grande finanza: una immigrazione incontrollata per distruggere le identità europee"
9 dicembre 2019 Manifestazione a Bruxelles davanti la sede del Consiglio europeo: "Oggi davanti al Consiglio europeo per ribadire il nostro no ad una modifica del Trattato sul fondo salva Stati che è estremamente penalizzante per l'Italia, che è di fatto una resa incondizionata agli interessi tedeschi e che vuole mobilitare 125 miliardi di euro di soldi dagli italiani per sostanzialmente salvare le banche tedesche e mettere in pericolo i nostri conti ed i risparmi degli italiani"
27 marzo 2020 Diretta Facebook: "Un'Europa così è destinata a non esistere domani. L'Europa adesso decide se deve avere un futuro. Purtroppo, fin qui non siamo andati bene. Anche nell'emergenza coronavirus. L'Europa ha tirato fuori tutta la sua drammatica inconsistenza, a tratti la cattiveria di alcuni"
14 aprile 2020 Intervista televisiva: "La soluzione non è l'uscita dall'Europa. Noi siamo indispensabili per quest'Unione europea, la possiamo rifondare e dipende anche da noi. Senza di noi l'Europa non esiste, non esisterebbe l'euro. Siamo i fondatori. Serve un'Europa che si occupi delle grandi questioni strategiche, ma senza strumenti che favoriscono qualcuno a sfavore di altri. Servono meccanismi di compensazione, come gli Eurobond. Se i tedeschi continuano a fare quelli che 'io voglio tutto', allora, forse, non è che dobbiamo uscire noi dall'Europa, mandiamo via i tedeschi'"
4 luglio 2021 Intervista radiofonica: "Per alcuni,
l'unico modo di essere europeisti è essere federalisti europei. Noi sosteniamo
un modello confederale in cui l'Ue si occupa di cose serie, ma non entra nelle
materie più prossime per i cittadini. Non è tollerabile che il modello
federalista sia l'ortodossia e il modello confederale sia un'eresia".
Francesca Basso per il “Corriere della Sera”
4 nov 2022 10:07
MELONI E SALVINI HANNO BISOGNO DI UN CORSO ACCELERATO DI POLITICA: PER OTTENERE QUALCOSA DALL’EUROPA (PRINCIPALMENTE, SOLDI), SERVONO COMPROMESSI. NON SI PUÒ FARE I BULLETTI SUI MIGRANTI E POI BATTERE CASSA. LE SPARATE CONTRO LE NAVI OCEAN VIKING E HUMANITY 1 NON SONO UN BUON VIATICO. ANCHE IL MITE TAJANI COSTRETTO A RIBADIRE LA LINEA DURA CON L’OMOLOGA TEDESCA BAERBOCK: “CHIEDIAMO RISPETTO DELLE REGOLE”. MA PER L’UE LA REGOLA È CHE “SALVARE VITE IN MARE È UN DOVERE MORALE E UN OBBLIGO LEGALE"
Roberta Amoruso Andrea Bassi per “il Messaggero”
Il governo è pronto a sbloccare le trivelle in Adriatico. Al
provvedimento, fanno sapere fonti del ministero dell'Ambiente e della sicurezza
energetica, si è lavorato fino a tarda sera con l'obiettivo di portare il testo
già nel Consiglio dei ministri di oggi. Ma l'intenzione è di arrivare con un
provvedimento tecnicamente solido e inattaccabile. Anche perché il decreto
potrebbe andare ben oltre quanto già annunciato dall'ex ministro Roberto
Cingolani. Gilberto Pichetto sarebbe pronto a far ripartire le concessioni,
autorizzando nuove trivellazioni tra le 9 e le 12 miglia in Adriatico. A queste
si aggiungerebbe una deroga al Pitesai, per consentire la coltivazione per la durata
di vita del giacimento, delle concessioni poste nel tratto di mare compreso tra
il 45° parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume
Po, a una distanza dalla costa superiore a 9 miglia e con un potenziale di gas
superiore a 150 milioni di metri cubi. Un'operazione che rimetterebbe in gioco
complessivamente riserve per 30 miliardi di metri cubi di gas.
FRANCIA, NESSUN DUBBIO ITALIA APRIRÀ PORTO A OCEAN VIKING
(ANSA) - Il ministro francese dell'Interno, Gérald Darmanin, "non ha alcun dubbio" sul fatto che l'Italia "rispetterà il diritto internazionale", accogliendo in uno dei suoi porti la nave umanitaria Ocean Viking della ong Sos Méditerranée, bloccata in mare con 234 migranti a bordo. "Il diritto internazionale è molto chiaro: quando una barca chiede di accostare con dei naufraghi a bordo, è il porto più sicuro e più vicino che deve accoglierla. Nello specifico, l'Italia", ha detto il ministro ai microfoni di RMC-BFMTV.
FRANCIA A ITALIA, PRONTI A PRENDERE UNA PARTE DI MIGRANTI
(ANSA) - "Abbiamo detto all'Italia, e lo
diciamo insieme alla Germania, che se quella nave umanitaria (Ocean Viking)
verrà accolta in Italia, anche noi accoglieremo una parte dei migranti, delle
donne e dei bambini, affinché l'Italia non si debba prendere carico da sola del
fardello di questo arrivo di migranti": lo ha detto il ministro
dell'Interno francese, Gérald Darmanin, intervistato questa mattina da
RMC-BFMTV.
PALAZZO CHIGI
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Il Presidente Giorgia Meloni ha incontrato a Bruxelles la Presidente del
Parlamento Europeo Roberta Metdola e la presidente della Commissione Europea
Ursula von den Leyen,,,
Marco Bresolin per “La Stampa”
SPOSA IN TOTO LA LINEA DEI SUOI AMICI DI VISEGRAD, CHE DI SOLITO SONO AGLI ANTIPODI DELL’ITALIA SULLA QUESTIONE – MA MELONI, CHE IN EUROPA FA PARTE DEL GRUPPO “CONSERVATORI E RIFORMISTI” (NEL QUALE IL PIS POLACCO HA LA DELEGAZIONE PIÙ AMPIA) NON VUOLE ROMPERE CON I SUOI ALLEATI. E PER QUESTO È DISPOSTA AD ANDARE ALLO SCONTRO CON FRANCIA E GERMANIA. CIOÈ CHI COMANDA DAVVERO NELL’UE…
- Prima bisogna far sbarcare i migranti a bordo delle navi delle Ong che chiedono un porto sicuro e poi si potrà chiedere alla Germania e agli altri Paesi che partecipano al meccanismo di redistribuzione volontaria di accoglierli. Non viceversa. La posizione di Ursula von der Leyen è molto chiara e perfettamente allineata a quella del governo tedesco, che in estate ha offerto la sua disponibilità ad accogliere fino a 3.500 migranti salvati nel Mediterraneo. Ma Giorgia Meloni ha subito fermato la presidente della Commissione europea: «La posizione italiana è cambiata. La nostra priorità ora è la difesa dei confini esterni, non la redistribuzione». Una linea da sempre difesa dai governi dei Paesi di Visegrad, che su questo dossier hanno storicamente una posizione agli antipodi dell'Italia. Ma il nuovo governo guidato dalla leader del partito dei Conservatori europei, di cui fanno parte anche i premier di Polonia e Repubblica Ceca, non ha intenzione di rompere con gli alleati dell'Est. Anche a costo di andare allo scontro con i Paesi tradizionalmente più vicini, come Francia e Germania. Anche a costo di rincorrere soluzioni rivelatesi sin qui irraggiungibili, visto che fermare le navi nel Mediterraneo non è facile come costruire un muro alla frontiera tra l'Ungheria e la Serbia. Tra i tanti temi affrontati durante gli incontri a Bruxelles, quello legato alla gestione dei flussi migratori è stato senza dubbio il più problematico. Se non altro per ragioni legate alla cronaca e al destino dei quasi mille migranti che in questo momento sono in mare a bordo della Ocean Viking, dell'Humanity1 e della Geo Barents, le tre navi delle Ong che stanno chiedendo invano un porto sicuro all'Italia. «Ho trovato orecchie disponibili all'ascolto» ha assicurato la premier al termine dell'incontro con von der Leyen. Ma il messaggio che Palazzo Berlaymont ha voluto mandare a Roma non lascia spazio a interpretazioni: «Salvare vite in mare è un dovere morale, oltre che un obbligo giuridico per gli Stati membri derivante dal diritto internazionale, a prescindere dalle circostanze che hanno portato le persone in una situazione di pericolo in mare».
Corriere.it:
ANCHE SE NON È STATO ANCORA DECISO CON QUALE ETÀ (61, 62 O 63 ANNI) – LA NOTA
DI AGGIORNAMENTO AL DEF È STATA APPROVATA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI. SUL
TAVOLO ANCHE IL NUOVO SUPERBONUS, LE CARTELLE E IL FISCO
L’emendamento sulle trivelle All’esame del Consiglio dei
ministri di oggi c’è anche un emendamento del governo sulle trivelle al decreto
legge Aiuti ter: l’obiettivo è quello di aumentare l’estrazione di gas in
Italia. L’esecutivo si preparerebbe dunque a sbloccare le perforazioni
nell’Adriatico, «tra le 9 e le 12 miglia». Nel complesso, queste misure puntano
a sfruttare nuove riserve per 30 miliardi di metri cubici di gas.
(Gino Pagliuca) Il governo punta a rivedere i maxi-sconti edilizi. Nelle ultime settimane — dato per assodato che il superbonus cambierà con la prossima legge di bilancio, perché nelle formulazione attuale è troppo costoso per le finanze pubbliche — sono circolate varie ipotesi su come il nuovo esecutivo intende modificare le regole della maxiagevolazione. Sull’entità del nuovo bonus le voci andavano da un minimo dell’80% a un massimo del 100%.
Si potrà andare in pensione con 41 anni di contributi, dice il governo (Enrico Marro) Si potrà andare in pensione con 41 anni di contributi. Con quale età ancora non è deciso, ma la nuova flessibilità potrebbe arrivare con la legge di Bilancio.
Ore 19:20 - Il Consiglio dei ministri approva la Nadef La Nota di aggiornamento al Def, secondo quanto si apprende da fonti di governo, è stata approvata dal Consiglio dei ministri.
Ore 19:14 - Il puzzle delle commissioni, intanto: i nomi Intanto, i partiti di maggioranza sembrano aver raggiunto anche l’accorso sulla composizione delle 24 commissioni permanenti di Camera e Senato (14 a Montecitorio e 10 a Palazzo Madama)
Ore 19:09 - La nota di Berlusconi, su nomine e linea politica di Forza Italia Le tensioni, dentro Forza Italia, continuano a rimanere al di sopra del livello di guardia. E a testimoniarlo ulteriormente è una nota del presidente del partito, Silvio Berlusconi, che arriva a Consiglio dei ministri in corso.
Marcello Sorgi per “La Stampa”
LA PREMIER S’È COMPORTATA COME SE AVESSE IN TASCA IL ‘SÌ’ DELL’EUROPA DANDO IL
VIA ALL'AGGIORNAMENTO DELLA NADEF.
Si è comportata come se avesse in tasca il «sì» dell'Europa, Meloni, dando il via insieme al ministro dell'Economia Giorgetti all'aggiornamento della Nadef (nota di aggiornamento del documento di economia e finanza) e in pratica alla manovra di fine anno, che vedrà circa 23 miliardi (subito 9, 5) destinati al caro bollette e solo ciò che rimarrà, ricavato da una revisione del reddito di cittadinanza e del superbonus edilizio, alle pensioni e alle altre spese obbligate. A ciò si aggiunge una ripresa delle trivellazioni nell'Adriatico per un approvvigionamento diretto di gas. Per ottenere l'approvazione di Bruxelles, oltre all'atteggiamento tenuto negli incontri giovedì con Gentiloni, Metsola, Von der Leyen e Michel, la premier ha disegnato un andamento della manovra «ragionato e prudente»: il massimo del deficit, il 5, 6 per cento, quasi il doppio del 3 fissato dal trattato di Maastricht, sarà raggiunto quest'anno; l'anno prossimo il livello dovrebbe essere ridotto al 4, 5; per tornare al livello normale del 3 nel 2025. Questo progressivo calo dello scostamento di bilancio e del conseguente aumento del debito pubblico dovrebbe servire a convincere le autorità europee che l'Italia farà comunque uno sforzo per rientrare nei limiti, o almeno che si è data questo programma sulla carta, in attesa di ricevere le risposte che aspetta sul Pnrr e sulla possibilità (più remota) che l'Ue apra un nuovo canale di debito comunitario per affrontare le conseguenze della crisi energetica.
Ma c'è un altro aspetto che in questa fase potrebbe condizionare i rapporti con l'Europa del governo neonato: l'immigrazione e la necessità – dal punto di vista degli interlocutori di Meloni – che sia abbandonata la linea dura che ha costretto fin qui le tre navi Ong con complessivamente un migliaio di naufraghi raccolti nel Canale di Sicilia a incrociare in mare aperto senza poter attraccare in un porto sicuro. Dopo quello della Germania, è arrivato il "no" della Norvegia alla richiesta di dirottare nei propri porti le navi che battono bandiera tedesca e norvegese. Un segnale di apertura da parte dell'Italia è stata la disponibilità ad accogliere donne e bambini. Ma le condizioni meteorologiche nel weekend potrebbero indurre Meloni e Salvini a un più complessivo ripensamento.
5 nov 2022 11:30
Rinaldo Frignani e Francesca Basso per www.corriere.it
– IL MINISTRO DELL’INTERNO
PIANTEDOSI HA DECISO CHE SOLTANTO I MIGRANTI IN CONDIZIONI DI SALUTE PRECARIA
POTRANNO SBARCARE – UNA SOLUZIONE CHE FA FELICE SALVINI (“SI TORNANO A
DIFENDERE I CONFINI”) MA CHE LASCIA APERTO IL PROBLEMA – AL LARGO DELLE COSTE
SICILIANE, SULLA HUMANITY 1, AL MOMENTO CI SONO 179 PERSONE, DI CUI 100 MINORENNI –IL VIMINALE RIVENDICA IL PRINCIPIO CHE “GLI
STATI DI BANDIERA DELLE NAVI DEVONO FARSI CARICO DELLA QUESTIONE”. PECCATO CHE
LA GERMANIA E LA NORVEGIA ABBIANO GIÀ RESPINTO LE RICHIESTE ITALIANE...
5 nov 2022 15:45
A MELONI NON È RIUSCITO IL BLITZ PER TOGLIERE POTERE A SALVINI
– IL PREMIER VOLEVA CENTRALIZZARE IL PIÙ POSSIBILE A PALAZZO CHIGI IL CONTROLLO
SULLE DELEGHE PIÙ CONTESE E DOVE TRANSITANO I MILIARDI DEL PNRR. MA
L'OPERAZIONE PER CREARE TRE SUPER-COMITATI SU MARE, SUD E TRANSIZIONE ECOLOGICA
È FALLITA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI
5 nov 2022 15:45
A MELONI NON È RIUSCITO IL BLITZ PER TOGLIERE POTERE A SALVINI – IL PREMIER VOLEVA CENTRALIZZARE IL PIÙ POSSIBILE A PALAZZO CHIGI IL CONTROLLO SULLE DELEGHE PIÙ CONTESE E DOVE TRANSITANO I MILIARDI DEL PNRR. MA L'OPERAZIONE PER CREARE TRE SUPER-COMITATI SU MARE, SUD E TRANSIZIONE ECOLOGICA È FALLITA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI – UNA NUOVA VITTTORIA DEL “CAPITONE”, CHE MANTIENE IL CONTROLLO DEI PORTI: “SE QUALCUNO PENSAVA DI SVUOTARE IL MINISTERO, ORA ABBIAMO LA CERTEZZA CHE NON POTRÀ FARLO”
Ilario Lombardo per “La Stampa”
È stata lotta dura fino all'ultimo inciso. «Ferme restando le competenze delle singole amministrazioni»: con questa formuletta, all'articolo 12 del decreto-legge dedicato ai ministeri, Lega e Forza Italia sostengono di aver sventato il blitz sulla redistribuzione delle deleghe, che Giorgia Meloni avrebbe voluto realizzare attraverso la creazione di tre comitati a Palazzo Chigi. Questione purissima di potere che si cela dietro le nuove denominazioni dei dicasteri. Chi fa cosa, insomma. Perché ci sono i ministeri del Mare, dei Trasporti, del Turismo che rischiavano di accavallarsi nelle competenze. E poi ancora il ministero del Sud (che è lo stesso del Mare), della Coesione (che è anche degli Affari Ue e del Pnrr), che già iniziavano a calpestarsi i piedi. Gli Esteri e quello delle Imprese e il Made in Italy che si contendevano il Commercio all'estero…
Esce oggi 4 novembre da Mondadori Rai Libri il libro di Bruno Vespa «La grande tempesta. Mussolini, la guerra civile. Putin, il ricatto energetico. La Nazione di Giorgia Meloni», 390 pagine, 21 Euro. Pubblichiamo un brano dall'undicesimo capitolo ( E una donna arrivò a Palazzo Chigi ).
«Mario, che fai? Mica facciamo sul serio? Te ne vai e mi lasci sola?». È mezzogiorno di domenica 23 ottobre 2022. Giorgia Meloni scherza con Mario Draghi durante la cerimonia della campanella, dove avviene il passaggio di testimone dal premier uscente a quello entrante. Al termine, Draghi scende nel cortile di palazzo Chigi per ricevere gli onori militari di commiato e la Meloni resta sola nello studio presidenziale con le due amiche collaboratrici di sempre, l'assistente Patrizia Scurti e la portavoce Giovanna Ianniello.
«Conoscevo bene questa stanza» mi dice subito dopo il presidente del Consiglio, che ama essere chiamata con il nome della carica declinato al maschile, che poi sarebbe un vocabolo neutro. «C'ero stata tante volte durante il governo Berlusconi. Ma è questo il primo momento in cui mi chiedo: che mi è successo? Che sto provando? Soddisfazione, certo, ma soprattutto ansia, perché l'impatto è pesante».
Marta Serafini per il “Corriere della Sera”
6 Nov
DALLA NAVE DELLA ONG TEDESCA SOS HUMANITY ATTRACCATA AL PORTO DI CATANIA SONO
SCESI A TERRA 155 MIGRANTI TRA DONNE E BAMBINI. GLI ALTRI 24 RIMANGONO A BORDO
– AL LARGO DELLA SICILIA CI SONO ALTRE TRE NAVI CHE HANNO FATTO RICHIESTA DI UN
PORTO SICURO ALL’ITALIA – IL MINISTRO PIANTEDOSI CONFERMA LA LINEA DURA CONTRO
LE ONG: “SOLO CHI HA I REQUISITI PUÒ SBARCARE, GLI ALTRI DEVONO TORNARE FUORI
DALLE ACQUE TERRITORIALI”
Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”
MELONI HA PROMESSO A BRUXELLES CHE ENTRÒ DICEMBRE VARERÀ UN NUOVO
DECRETO PER CONSENTIRE L'INVIO DI ARMI ALL'UCRAINA. MA SULLA QUESTIONE ALEGGIA
L'INCOGNITA DI SALVINI E BERLUSCONI – PER QUESTO IL MINISTRO CROSETTO PROTREBBE
RENDERE PUBBLICHE LE DOTAZIONI MILITARI DA SPEDIRE, PER SPIAZZARE GLI ALLEATI
TENTENNANTI E ANCHE CONTE. OPPURE IL GOVERNO POTREBBE CHIEDERE UN VOTO IN
PARLAMENTO…
La stampa.it
COME PREVEDIBILE, È SCOPPIATO LO SCONTRO POLITICO INTORNO AI MIGRANTI. PER LA
GIOIA DI SALVINI – LA “HUMANITY 1” È SEMPRE FERMA AL PORTO DI CATANIA CON 35
MIGRANTI ANCORA A BORDO – IL PD ATTACCA LA POLITICA DEGLI “SBARCHI SELETTIVI”
IMPOSTA DAL VIMINALE. IL DEPUTATO SOUMAHORO È SALITO SULLA NAVE: “RESISTEREMO”
– A CATANIA È ARRIVATA ANCHE LA “GEO BARENTS” CON 572 PERSONE. E IL CAPITONE,
INSIEME A PIANTEDOSI E CROSETTO, HA FIRMATO IL DECRETO CHE IMPONE DI LASCIARE
LE ACQUE ITALIANE DOPO I SOCCORSI A DONNE E BAMBINI…
SALVINI LE SPARA TUTTE: SE VANNO MALE È COLPA DELLA MELONI, SE
VANNO BENE È MERITO SUO – IL “CAPITONE” APPROFITTA DELL’ASSENZA DELLA MELONI, A
SHARM-EL-SHEIKH PER LA COP27, PER RILANCIARE SULLA MANOVRA:
www.lastampa.it
«Nella nuova legge di bilancio – afferma il sottosegretario all’Economia, Federico Freni – si dimostrerà finalmente che la flat tax non era uno slogan ma un programma strutturato che si fa in 5 anni. Cominciamo assolutamente con autonomi e partite Iva, cominciamo con innalzare la soglia da 65 fino a 100 mila euro, forse qualcosina meno, potremmo fare 85/90 mila, dipenderà anche da alcune variabili macroeconomiche un po' meno dipendenti da noi, ma certamente sì, certamente in legge di bilancio troveremo il passaggio da 65mila ad almeno a 85mila». Insomma, il carroccio rilancia.E con il segretario Matteo Salvini rilancia: «Entro 10 giorni ci sarà la manovra di bilancio in Parlamento. Dieci giorni e ci sarà l'avvio di tutti i grandi progetti economici su cui la Lega e il centrodestra si sono impegnati.
Lo stop della Fornero e l'avvio di quota 41, l'innalzamento del tetto della Flat tax che oggi è a 65mila euro (stiamo studiando le due opzioni a 85 e 100mila euro), la pace fiscale con la rottamazione di milioni di cartelle esattoriali, la revisione del Reddito di cittadinanza, limitando abusi e non può più essere a vita». Il tema dell’evasione fiscale legato alla flat tax Secondo quanto appare sulla relazione sull'evasione fiscale allegata alla Nadef, invece, «l'introduzione di una flat tax sino a una certa soglia può generare comportamenti anomali in corrispondenza della soglia medesima».
EGITTO, INCONTRO DI UN'ORA TRA SISI E MELONI A SHARM
(ANSA) - "Il Presidente Abdel Fattah El-Sisi ha ricevuto Giorgia Meloni, Primo Ministro italiano, a margine del Vertice mondiale sul clima della COP27": lo ha detto all'ANSA il portavoce della Presidenza egiziana, l'ambasciatore Bassam Radi, rispondendo ad una domanda sul bilaterale. "E' durato un'ora", si è limitato ad aggiungere il portavoce di Sisi.
MELONI AD AL SISI, FORTE ATTENZIONE SU CASI REGENI E
ZAKI
(ANSA) - Nel quadro degli incontri bilaterali a
margine del Vertice di Sharm el Sheikh sull'implementazione del cambiamento
climatico, Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato anche il
padrone di casa, il Presidente della Repubblica Araba d'Egitto, Abdel Fattah al
Sisi. Durante l'incontro si è parlato di approvvigionamento energetico, fonti
rinnovabili, crisi climatica e immigrazione L'incontro ha dato occasione al
presidente Meloni di sollevare il tema del rispetto dei diritti umani e di
sottolineare la forte attenzione dell'Italia sui casi di Giulio Regeni e
Patrick Zaki. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.
7 nov 2022 19:58
IL MONITO DELL'UE ALL’ITALIA: "I SALVATAGGI IN MARE SONO
UN DOVERE LEGALE E MORALE DEGLI STATI" – ANCORA 572 MIGRANTI RESTANO A
BORDO DI 4 IMBARCAZIONI DELLE ONG. ALTRI 500 SOCCORSI OGGI IN MARE. BERLINO
CONTRO LA LINEA ITALIANA
Da repubblica.it
Giornata di attesa al largo della costa siciliana. Gli equipaggi delle due navi
Ong, Humanity 1 e Geo Barents, che hanno potuto fare scendere i migranti
giudicati "fragili" dai medici inviati dalla Guarda costiera
italiana, si rifiutano di ripartire con gli altri profughi in discrete condizioni
di salute. Alla Rise Above è stato assegnato il porto di Reggio Calabria, dove
sbarcheranno tutti gli 89 migranti a bordo.. Intanto governo e opposizione
continuano a sfidarsi sull'accoglienza dei richiedenti asilo soccorsi dalle
quattro navi umanitarie presenti nel Mediterraneo. Mentre continuano gli
sbarchi da parte dei disperati presenti sulle imbarcazioni che ce la fanno da
sole a raggiungere la zona Sars italiana.
8 Novembre
FRONTE DEL PORTO – È COMINCIATO LO SBARCO DELLA NAVE “RISE ABOVE” A REGGIO CALABRIA: A BORDO C’ERANO ANCHE TRE BAMBINI DI POCHI MESI, E UNA QUARANTINA DI MINORI, MA L’EQUIPAGGIO NON PUÒ SCENDERE – IL “PIZZINO” DEL MINISTRO FRANCESE, LAURENCE BOONE (QUELLA CHE VOLEVA “VIGILARE SULL’ITALIA”): “VANNO APPLICATE LE REGOLE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE”. INTANTO I LEGALI DELLA “HUMANITY 1”, CHE BATTE BANDIERA TEDESCA, HANNO PRESENTATO RICORSO AL TRIBUNALE DI CATANIA PER ORDINARE LO SBARCO IMMEDIATO DEI MIGRANTI ANCORA A BORDO
MIGRANTI:FRANCIA A ITALIA,APPLICARE DIRITTO INTERNAZIONALE
(ANSA) - Nel corso dell'incontro con il Ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, "ho anche sottolineato la necessità di applicare le regole del diritto internazionale riguardo le navi umanitarie, tra cui la Ocean Viking, e ho ricordato che la Francia è al fianco dell'Italia nel quadro del meccanismo di solidarietà europeo": lo scrive in un tweet la segretaria di Stato agli Affari europei, Laurence Boone, che ieri ha ricevuto a Parigi l'omologo italiano, Raffaele Fitto.
MIGRANTI: RISE ABOVE ARRIVATA IN PORTO A REGGIO CALABRIA
(ANSA) - La nave Rise Above è appena arrivata al porto di Reggio Calabria dove ha attraccato al molo di ponente. La nave è stata scortata da 2 motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Tra poco inizieranno le operazioni di sbarco degli 89 migranti a bordo.
Da giorni la nave della ong Mission Lifeline si trovava davanti alla costa orientale della Sicilia in attesa dell'assegnazione di un porto. Cosa che è avvenuta ieri sera. Secondo quanto si è appreso i migranti sbarcheranno tutti, a differenza della Geo Barents e Humanity one a Catania, perché quello della Rise Above è considerato come un evento Sar.
MIGRANTI: A BORDO RISE ABOVE UNA QUARANTINA DI MINORI
(ANSA) - A bordo della nave Rise Above, giunta dopo le 7.30 nel porto di Reggio Calabria, dalle prime notizie giunte dall'imbarcazione, tra gli 89 migranti vi sarebbero una quarantina di minori tra cui 8 bambini. I migranti provengono da Costa d'Avorio, Guinea Tunisia, Egitto, Camerun, Burkina Faso e Liberia. Ultimato lo sbarco, i migranti verranno portati nella palestra della scuola "Boccioni" di Gallico nella zona nord di Reggio Calabria. La struttura è stata adibita ad accogliere i migranti in attesa che gli stessi vengano trasferiti secondo il riparto stabilito dal ministero dell'interno. Al porto di Reggio Calabria le operazioni sono coordinate dalla Prefettura. Sul posto ci sono polizia, guardia di finanza, capitaneria di porto, protezione civile e l'associazione Medici del mondo.
MIGRANTI: RISE ABOVE, COMINCIATO LO SBARCO A REGGIO
(ANSA) - E' cominciato lo sbarco dalla nave Risi Above, arrivata stamani nel porto di Reggio Calabria. A bordo vi sarebbero anche tre bambini di pochi mesi. Dalle indicazioni ricevute, dalla nave della ong Mission Lifeline sbarcheranno tutti i migranti. La Ong, infatti, ha ottenuto il 'place of safety' dal Viminale e potrà sbarcare tutti in quanto il soccorso effettuato dalla nave della ong tedesca, secondo quantto si apprende, è considerato dalle autorità italiane un evento 'Sar', a differenza di quelli della Geo Barents e della Humanity 1.
HUMANITY PRESENTA RICORSO A TRIBUNALE CATANIA PER SBARCO
(ANSA) - E' stato presentato il ricorso dei legali della Humanity 1 al Tribunale civile di Catania con cui si chiede al giudice di ordinare lo sbarco immediato dei 34 migranti rimasti ancora a bordo. E' stato inviato con il metodo telematico dal legale della ong tedesca, l'avvocato Riccardo Camporicco. E' ancora in preparazione il ricorso che sarà presentato al Tar del Lazio contro il provvedimento che impone al comandante della nave di lasciare il porto di Catania con i migranti a bordo, disposizione che non ha una scadenza.
MIGRANTI: EQUIPAGGIO RISE ABOVE NON PUÒ SCENDERE DA NAVE
(ANSA) - Non è stato possibile per i giornalisti, dopo che è stato ultimato lo sbarco degli 89 migranti a bordo nel porto di Reggio Calabria, parlare con l'equipaggio della nave Rise Above gestita dalla ong "Mission Lifelive", che ha salvato i migranti e che, con loro, è rimasto per giorni al largo della costa orientale della Sicilia in attesa che gli venisse assegnato un porto. Le operazioni di sbarco si sono svolte nel massimo della tranquillità ma fino a questo momento le autorità italiane non hanno concesso ai componenti dell'equipaggio di scendere dalla nave.
Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
I migranti in mare devono essere salvati: «È nostro dovere morale e legale impedire che affoghino». Per questo, le operazioni di soccorso civile condotte dalle navi delle Ong nel Mediterraneo «non devono in alcun modo essere ostacolate». Ne consegue che tutte le persone messe in salvo devono poter sbarcare ed essere adeguatamente assistite nei porti dei Paesi europei coinvolti. Il governo tedesco non cambia posizione e tiene il punto sulla vicenda dei profughi ancora bloccati nel porto di Catania o al largo delle coste siciliane: non basta aver fatto sbarcare i malati e più fragili dalla Humanity 1 e dalla Geo Barents, anche gli altri devono lasciare le due navi e le altre ancora al largo. Fonti del ministero federale degli Interni dicono al Corriere che soltanto in questo modo si potrà poi far scattare il ricollocamento previsto dall'accordo di Malta del 22 giugno scorso, il meccanismo volontario di solidarietà in base al quale la Germania si era impegnata ad accogliere fino a 3500 migranti. Un primo trasferimento sul territorio federale di 74 richiedenti asilo è già stato realizzato in ottobre. Ma senza la premessa dello sbarco di tutti i profughi, non c'è al momento alcuna offerta da parte tedesca di accogliere nuove quote di profughi dall'Italia. L'intesa d'inizio estate, secondo le fonti, è «un primo passo». Progressi sostenibili possono darsi soltanto nel quadro di una riforma del sistema comune del diritto d'asilo europeo, che «assicuri un equilibro tra responsabilità e solidarietà». Colloqui continui e intensi sono in corso tra il governo di Roma e quello di Berlino, ma le posizioni sono ancora lontane: «Il nostro obiettivo è che tutte le persone salvate in mare scendano a terra e di questo parliamo con le autorità italiane». A un livello politico più alto, dopo lo scambio tra la ministra degli Esteri Annalena Baerbock e il nuovo titolare della Farnesina, Antonio Tajani, avvenuto la scorsa settimana in margine al G7 dei capi delle diplomazie a Münster, sarà decisivo l'incontro tra la tedesca Nancy Faeser e il nostro Matteo Piantedosi, che dovrebbe tenersi durante il G7 dei ministri degli Interni in programma il 17 e 18 novembre nel monastero di Eltville, in Assia.
Claudio Tito per “la Repubblica”
9 Novembre
L'ITALIA VIOLA LA LEGGE" - L'UE ASSESTA IL PRIMO SCHIAFFONE ALLA
MELONI PER LA LINEA (SALVINIANA) DEL GOVERNO SUI MIGRANTI. DONNA GIORGIA
INCASSA LA BOTTA E CEDE: TUTTI I PASSEGGERI A BORDO DELLE NAVI GEO BARENTS E
HUMANITY SBARCANO - IL CENTRODESTRA CERCA DI DISSIMULARE LA SCONFITTA:
BRUXELLES HA INCHIODATO PALAZZO CHIGI ALLA LEGGE. IL CRITERIO PREVALENTE È
TERRITORIALE (COMPRESE LE ACQUE TERRITORIALI) E NON QUELLO DELLA BANDIERA
BATTUTA DALLE IMBARCAZIONI - SE L'ATTEGGIAMENTO ITALIANO NON CAMBIERÀ POTREBBE
SALTARE L’ACCORDO SULLA DISTRIBUZIONE DEI MIGRANTI…
Francesco Grignetti Ilario Lombardo per la Stampa
Serve un doppio colpo di scena per sbloccare la crisi dei migranti di Catania.
Da una parte c'è la Francia che apre i porti a una nave umanitaria, la
"Ocean Viking", gestita da una Ong transalpina, la Sos Méditerranée.
C'era stato un colloquio tra Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, lunedì sera, che
ha cambiato la partita in corso. Dall'altra, con l'escamotage di mandare
nuovamente i medici a bordo delle due navi, i migranti che erano ristretti
sulla "Humanity 1" e sulla "Geo Barents" diventano
improvvisamente tutti «fragili» e quindi tutti meritevoli di sbarco. Il braccio
di ferro con l'Europa finisce qui, un passo prima dello scontro. Il governo può
sentirsi soddisfatto: la mossa di Parigi ha rotto un fronte diplomatico che
pareva inossidabile. E puntualmente arriva in serata una nota ufficiale
all'insegna della gratitudine: «Esprimiamo il nostro sentito apprezzamento per
la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell'emergenza
migratoria, fino ad oggi rimasta sulle spalle dell'Italia e di pochi altri
stati del Mediterraneo». E' importante - annota palazzo Chigi - proseguire in
questa linea di collaborazione europea con gli Stati più esposti per la loro
collocazione geografica «così da trovare una soluzione condivisa e comune, per
fermare la tratta degli esseri umani e gestire in modo legale ed equilibrato il
fenomeno migratorio che ha assunto dimensioni epocali. L'emergenza immigrazione
è un tema europeo e come tale deve essere affrontato, nel pieno rispetto dei
diritti umani e del principio di legalità»
Ma siccome la contromossa di rinunciare alla fermezza va spiegata agli
italiani, innanzitutto a quelli con il cuore che batte a destra, Giorgia Meloni
si precipita ad annunciare: «Il nostro obiettivo è difendere la legalità, la
sicurezza e la dignità di ogni persona. Per questo vogliamo mettere un freno
all'immigrazione clandestina. I cittadini ci hanno chiesto di difendere i
confini italiani e questo Governo non tradirà la parola data». E che parlasse
soprattutto ai suoi elettori, è chiaro da questo passaggio: «In tema di
sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale, gli italiani si sono espressi
alle urne, scegliendo il nostro programma e la nostra visione».
Un conto, però, è difendere la posizione politica pubblicamente su Facebook; altro è trattare per una soluzione che non trascini l'Italia in un conflitto con l'Europa nel pieno dei negoziati economici. Giorgia Meloni così si è attivata personalmente per evitare forzature con Bruxelles e allo stesso tempo di farsi cannibalizzare dalla dottrina Salvini, che prevede di lasciare i migranti in mare sine die, fino a quando qualche Paese se ne fa carico o arriva la magistratura a notificare le indagini per sequestro di persona. L'Europa per tre giorni di fila aveva richiamato l'Italia alle sue responsabilità sui salvataggi in mare. Richiami che sono suonati come un campanello d'allarme per Meloni, impegnata ad accreditarsi tra le istituzioni e le cancellerie europee. La svolta, secondo fonti del ministero dell'Interno francese, è avvenuta a Sharm el-Sheik, dove la premier ha avuto un breve colloquio con il presidente francese. Il confronto ha sbloccato lo stallo e, ventiquattr' ore dopo, l'imbarcazione con 243 migranti a bordo si è diretta a Marsiglia, Francia. È stata la seconda volta in pochi giorni che il governo Macron ha mostrato disponibilità verso l'Italia e la sua battaglia per rendere più condivisa la gestione dei migranti a livello europeo. In cambio, Meloni ha scelto un profilo basso, come aveva fatto anche domenica, preferendo restare in silenzio, mentre cresceva la polemica sull'orribile espressione del «carico residuale» di migranti oggetto di selezione. È vero, su Facebook la presidente del Consiglio è tornata a rivendicare le proprie idee sui profughi. Ma lo ha fatto mentre, dall'altra parte - lo confermano fonti dell'esecutivo - chiedeva al ministro Piantedosi una via d'uscita che non rendesse gli sbarchi selettivi un caso in Europa. Una scelta che Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, ma con il cuore sempre al Viminale, non avrebbe apprezzato. Tanto che il segretario del Carroccio preferisce ignorare quanto avviene a Catania e invece di esultare per lo sblocco di Parigi twitta: «Bene così. L'aria è cambiata». Il leghista, come fece nel 2019, avrebbe volentieri continuato le trattative sulla pelle dei migranti in mare. Meloni la pragmatica, invece, ha bisogno di Bruxelles e degli alleati, a partire dalla Francia, fondamentale per i negoziati su Patto di stabilità e tetto al prezzo del gas. Un'escalation per un numero di profughi che davvero non può far gridare all'invasione sarebbe stata controproducente, secondo la premier. Anche a costo di scontentare, come è puntualmente avvenuto, Salvini. La svolta di Parigi è accolta da Matteo Piantedosi con distacco olimpico. Adesso è soddisfatto? «No - risponde a La Stampa - . Nel senso che non ho motivi né di essere soddisfatto né insoddisfatto. Quello che mi premeva è affermare il principio giuridico che abbiamo sollevato in Europa». Cioè la responsabilità dei Paesi per le Ong. Sotto questo profilo, domani è davvero un altro giorno.
IL SEGRETARIO GENERALE DI PALAZZO CHIGI, CARLO DEODATO, CHE AVEVA COMMESSO IL "REATO DI ARTICOLO IN PAROLA" SI È DOVUTO CORREGGERE, CON UN ANNULLA E SOSTITUISCE INDIRIZZATO A TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. QUINDI L'ON. MELONI NON È PIÙ IL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, MA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO…
SORGI: “AVER SFIORATO LO SCONTRO CON LA COMMISSIONE LASCIA
APERTO UN PROBLEMA NEL GOVERNO. SABATO IL MINISTRO PIANTEDOSI HA CAMBIATO
LINEA, EVIDENTEMENTE SPINTO DA SALVINI, ENTRANDO IN CONFLITTO CON BRUXELLES E
CON QUEL CHE MELONI AVEVA GARANTITO ALLA VON DER LEYEN. CON IL RISULTATO DI
SPINGERE L'ITALIA VICINA ALLA PROCEDURA D'INFRAZIONE NEI GIORNI IN CUI HA PIÙ
BISOGNO DEL SOSTEGNO DELL'EUROPA”
E tuttavia, aver sfiorato lo scontro con la Commissione lascia aperto un
problema all'interno del governo: dal momento che Meloni già giovedì era
tornata da Bruxelles con la consapevolezza che le autorità europee a ogni
livello chiedevano di risolvere il problema delle navi delle Ong senza farne un
caso: cosa che purtroppo è accaduta. Dalla sera di venerdì, dopo il Consiglio
dei ministri che ha varato la manovra, quando in conferenza stampa ha
annunciato che sarebbe stata assicurata «assistenza umanitaria» ai profughi,
alla mattina di sabato, quando è stata annunciata la scelta sciagurata della
distinzione tra migranti "fragili" e non - come se i naufraghi non
fossero tutti bisognosi di cure sanitarie - il ministro dell'Interno ha
cambiato linea, evidentemente spinto da Salvini, entrando in conflitto con
Bruxelles e, peggio ancora, con quel che Meloni aveva garantito alla presidente
della Commissione. Con il risultato di spingere l'Italia vicina alla procedura
d'infrazione nei giorni in cui ha più bisogno del sostegno dell'Europa.
10 Novembre
Stefano Montefiori e Fiorenza Sarzanini per corriere.it
La tensione tra Roma e Parigi è salita con il trascorrere delle ore. E mentre la Ocean Viking della Sos Mediterranee, con a bordo 243 persone, vagava tra la Sicilia e la Corsica in attesa dell’indicazione di un porto dove approdare, si è arrivati allo scontro frontale. Tanto che lunedì prossimo, quando si riunirà a Bruxelles il consiglio per gli Affari Esteri, l’Italia chiederà di discutere la questione migranti pur consapevole che non si tratta di un punto all’ordine del giorno. L’obiettivo appare evidente: rivendicare la linea della fermezza, sfidando i partner europei a provvedere all’accoglienza delle navi che battono la loro bandiera. E intanto puntare direttamente ai responsabili delle Ong. Un’arma che però si sta rivelando spuntata. La denuncia contro i comandanti della Humanity 1 e della Geo Barents per non aver rispettato l’ordine di lasciare il porto dopo lo sbarco dei migranti non prevede infatti alcuna conseguenza penale, ma soltanto una multa.
Il botta e risposta
Il dialogo sembrava ben avviato martedì pomeriggio quando Ocean Viking comunica di fare rotta verso la Francia e si scopre che la decisione di Parigi è arrivata «dopo un colloquio a Sharm el Sheikh tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron». La tifoseria italiana si scatena. «Bene così, l’aria è cambiata», commenta la Lega. «La fermezza del governo paga», fa eco Forza Italia. In realtà la telefonata tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con il collega francese Gérald Darmanin non è servita a raggiungere un vero e proprio accordo, tanto che i migranti sono sbarcati a Catania per ordine dei medici. I politici del centrodestra rivendicano però la vittoria dell’Italia e ormai è sera quando una nota di Palazzo Chigi prova a smorzare l’esultanza manifestando «apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell’emergenza migratoria» e impegno «a trovare una soluzione condivisa nel pieno rispetto dei diritti umani e del principio di legalità». Evidentemente, però, è troppo tardi. Appena un’ora dopo il governo francese dirama un comunicato in cui definisce «inaccettabile il comportamento delle autorità italiane, ci aspettiamo altre cose da un Paese che oggi è il primo beneficiario del meccanismo di solidarietà europea».
La linea di Parigi
In realtà la linea della Francia è sempre stata questa. Il ministro dell’Interno, Darmanin, ha ripetuto nei giorni scorsi che secondo il diritto internazionale la Ocean Viking doveva attraccare in Italia e poi la Francia avrebbe fatto la sua parte prendendosi una parte dei passeggeri. E ieri questa tesi è stata ripetuta del portavoce del governo, Olivier Veran intervistato dalla radio del servizio pubblico France Info: «La verità è quel che è stato firmato dagli Stati europei, che impegna anche l’Italia, che riceve fondi per questo. È un meccanismo umanitario di solidarietà europea che è alla base del funzionamento dei Ventisette. Questa nave deve essere accolta in Italia». Veran è stato ministro della Sanità durante l’emergenza Covid e gli si prestano ambizioni per succedere a Macron nel 2027. Come portavoce del governo ieri è stato molto duro, e in Italia c’è il sospetto che i toni si siano inaspriti anche per rispondere agli esponenti della destra francese contrari a qualsiasi cedimento come ha chiarito Jordan Bardella il presidente del Rassemblement National che ha preso il posto di Marine Le Pen: «Con noi, l’Ocean Viking non sbarcherebbe mai sulle coste francesi».
Trattative e denunce
Ora c’è da trovare un accordo, se non si vuole correre il rischio di trasformare nuovamente la gestione dei flussi migratori in una sfida con le Ong che provochi una fibrillazione costante o peggio in una crisi a livello internazionale. Ci proverà la prossima settimana il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la riunione convocata a Bruxelles. Del resto le norme in vigore — archiviati dal precedente governo i decreti sicurezza — non offrono gli strumenti che qualcuno all’interno dell’esecutivo vorrebbe utilizzare. Il sequestro e la confisca dei mezzi non sono automatici e anche le denunce alla magistratura nei confronti dei responsabili delle Ong e dei comandanti delle navi possono trasformarsi in una semplice sanzione amministrativa. La strada da seguire passa dunque ancora una volta dalla trattativa con l’Unione europea ed è lì che l’Italia dovrà farsi valere per ottenere collaborazione per la ricollocazione degli stranieri.
MELONI E MACRON AVEVANO TROVATO UN’INTESA PER FAR SBARCARE IN
FRANCIA LA “OCEAN VIKING”. MA IL COMUNICATO DI PALAZZO CHIGI, CHE CELEBRAVA LA
VITTORIA NEL BRACCIO DI FERRO SUI MIGRANTI ANCORA PRIMA CHE PARIGI ANNUNCIASSE
UFFICIALMENTE L’APERTURA DEL PORTO DI MARSIGLIA, HA FATTO INCAZZARE L'ELISEO –
LA CONSEGUENZA? UN DURO COMUNICATO DEL GOVERNO FRANCESE CONTRO QUELLO ITALIANO
Ilario Lombardo per “La Stampa”
Il caso della nave Ocean Viking è di fatto il primo incidente diplomatico di Giorgia Meloni e si è scatenato anche a causa di una nota. Per capire cosa è successo finora tra Italia e Francia bisogna mettere in fila i fatti, e ricostruire cosa è avvenuto dietro le quinte, cosa ha portato i rapporti tra Roma e Parigi dal sembrare distesi e collaborativi a scadere, nel giro di poche ore, in un duro scambio di accuse.
10 Novembre
1. PARIGI,
L'OCEAN VIKING SARÀ ACCOLTA VENERDÌ A TOLONE
(ANSA-AFP) - L'Ocean Viking con i suoi 234 migranti a bordo sarà accolta venerdì in Francia, a Tolone. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno francese Darmanin.
2. PARIGI, UN TERZO DEI MIGRANTI OCEAN RICOLLOCATI IN FRANCIA
(ANSA-AFP) - Un terzo dei passeggeri della Ocean Viking sarà "ricollocato" in Francia. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin, dopo aver riferito che la nave con 234 migranti a bordo sarà accolta venerdì a Tolone, denunciando una "scelta incomprensibile" di Roma di non farla sbarcare nei porti italiani.
3. SINDACO TOLONE, 'NON È DETTO CHE OCEAN VIKING VERRÀ IN FRANCIA'
(ANSA) - "Non possiamo dire che quella nave arriverà in Francia": lo ha detto il sindaco di Tolone, Hubert Falco, intervistato ai microfoni di BFM-TV, riferendosi all'Ocean Viking attualmente al largo della Corsica con oltre 230 naufraghi a bordo.
"Nel momento in cui vi parlo, lo Stato sta ancora lavorando e negoziando con l'Italia. Non possiamo dire nel momento in cui vi parlo che quella nave arriverà in Francia", ha dichiarato il sindaco di uno dei porti francesi che potrebbe potenzialmente accogliere la nave umanitaria dell'Ong Sos Méditerranée.
"Lo Stato francese prende totalmente in carico questo problema. I negoziati proseguono. Ci sono degli accordi europei. Questi accordi vanno rispettati. .Quindi, per il momento, anche se la nave è a poche miglia dal nostro Mediterraneo, da Tolone o dalla Corsica, non possiamo dire che questa nave verrà in Francia", ha puntualizzato Falco.
4. MIGRANTI: LE PEN, NO A OCEAN VIKING IN FRANCIA
(ANSA) - "La nostra politica di fermezza in materia di immigrazione è l'unica a poter impedire a uomini e donne di rischiare la vita per raggiungere il nostro continente. Dobbiamo rifiutare di essere complici dei trafficanti e rifiutare che l'Ocean Viking sbarchi in Francia": lo scrive in un tweet la capogruppo del Rassemblement National all'Assemblea Nazionale di Parigi, Marine Le Pen.
5. MINISTRO FRANCIA SU OCEAN, 'LE REGOLE VANNO RISPETTATE'
(ANSA) - "Ci sono regole in Europa che bisogna anche saper rispettare": il ministro francese del Lavoro, Olivier Dussopt, intervistato questa mattina da Sud Radio, ha risposto così a una domanda sul caso Ocean Viking. "La regola in Europa è la solidarietà e la regola di solidarietà dice che è lo Stato con il porto più vicino che deve accogliere la nave, in questo caso è l'Italia", ha dichiarato Dussopt, aggiungendo che "l'Italia ha beneficiato della solidarietà europea: non può essere a senso unico". Al giornalista che gli chiede se la Francia debba accogliere la nave di Sos Méditerranée, il ministro resta evasivo: "E' un tema seguito da altri miei colleghi", ha continuato, sottolineando la necessità "che le persone a bordo di questa nave non siano in pericolo". L'Ocean Viking si trova attualmente al largo della Corsica ma dalle autorità centrali di Parigi non è ancora arrivato nessun via libera allo sbarco. Intanto, secondo i media d'Oltralpe, diversi porti francesi, Marsiglia, Bastia e Tolone, si starebbero preparando ad un possibile sbarco.
6. PARIGI, OCEAN VIKING ACCOLTA IN FRANCIA IN VIA ECCEZIONALE
(ANSA-AFP) - L'Ocean Viking con a bordo 231 migranti sarà accolta dalla Francia "in via eccezionale". Lo ha specificato il ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin.
7. PARIGI,INCOMPRENSIBILE SCELTA ROMA DI NON ACCOGLIERE OCEAN
(ANSA-AFP) - Il ministro dell'Interno francese Darmanin denuncia la "scelta incomprensibile" dell'Italia di non accogliere l'Ocean Viking dopo aver annunciato che la Francia aprirà alla nave il porto di Tolone
8. PARIGI SOSPENDE ACCOGLIENZA 3.500 RIFUGIATI DALL'ITALIA
(ANSA-AFP) - La Francia sospende l'accoglienza prevista di 3.500 rifugiati attualmente in Italia. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno francese Darmanin
PARIGI, TUTTI SOSPENDANO RICOLLOCAMENTO MIGRANTI DA ITALIA
(ANSA-AFP) - La Francia invita "tutti gli altri partecipanti" al meccanismo di ricollocamento europeo dei migranti, "in particolare la Germania", a sospendere l'accoglienza dei profughi attualmente in Italia. Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin, dopo aver annunciato la decisione di Parigi di sospendere "con effetto immediato" l'accoglienza prevista di 3.500 rifugiati attualmente in Italia, in segno di protesta contro il rifiuto di Roma di autorizzare lo sbarco di Ocean Viking in Italia.
PARIGI, CONSEGUENZE ESTREMAMENTE GRAVI CON L'ITALIA
(ANSA-AFP) - A seguito dell'accoglienza della nave Ocean Viking in Francia dopo il rifiuto italiano "è chiaro che ci saranno conseguenze estremamente gravi per le nostre relazioni bilaterali". Lo ha affermato il ministro dell'Interno francese Gérald Darmanin, dopo aver annunciato che la nave ong con a bordo 231 migranti arriverà domani di Tolone.
GIORGIA MELONI ACCOGLIE IL SEGRETARIO DELLA NATO, JENS STOLTENBERG, E LO RASSICURA DELL’ATLANTISMO DEL SUO GOVERNO, NONOSTANTE I FILO-RUSSI SALVINI E BERLUSCONI: “CONFERMO L’IMPEGNO DELL’ITALIA. L’ALLEANZA È INDISPENSABILE PER LA SICUREZZA E LA PROSPERITÀ DELLE NOSTRE NAZIONI. SENZA SICUREZZA NON CI PUÒ ESSERE CRESCITA”
TAJANI, DALLA FRANCIA REAZIONE SPROPORZIONATA
(ANSA) - "Credo che dalla Francia sia venuta una reazione sproporzionata". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti ad Amsterdam della questione migranti e Ocean Viking
– INVECE CHE TENTARE DI STEMPERARE LE TENSIONI CON LA FRANCIA DOPO IL PASTROCCHIO OCEAN VIKING, DAL GOVERNO ITALIAN CONTINUANO AD ARRIVARE PRESE DI POSIZIONI DA BULLI -
PIANTEDOSI, REAZIONE FRANCIA TOTALMENTE INCOMPRENSIBILE
(ANSA) - "La reazione che la Francia sta avendo di fronte alla richiesta di dare accoglienza a 234 migranti - quando l'Italia ne ha accolti 90 mila solo quest' anno - è totalmente incomprensibile di fronte ai continui richiami alla solidarietà dovuta a queste persone. Ma dimostra anche quanto la postura delle altre nazioni di fronte all'immigrazione illegale sia ferma e determinata. Quello che non capiamo è in ragione di cosa l'Italia dovrebbe accettare di buon grado qualcosa che gli altri non sono disposti ad accettare". Lo afferma il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a seguito delle dichiarazioni del ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin.
IL PRESIDENTE FRANCESE STA STUDIANDO ALTRE MISURE DI RITORSIONE CONTRO L’ITALIA – L’OBIETTIVO È ISOLARE IL GOVERNO ITALIANO DOPO IL PASTICCIO DIPLOMATICO SULLA OCEAN VIKING. CON TANTI SALUTI ALL’OSTENTATO ASSE ROMA-PARIGI DEI TEMPI DI DRAGHI…
DAGOSPIA ANALIZZA I PRIMI PASSI (FALSI) DEL GOVERNO: “GIORGIA MELONI HA TROPPA GENTE INTORNO, INCAPACE E INADEGUATA. IL SUO ATTEGGIAMENTO CI PORTA IN SITUAZIONI COME GLI SCONTRI CON LA FRANCIA SULLE ONG. LA SITUAZIONE È GRAVISSIMA. CON L’EUROPA CHE TI GUARDA STORTO, NON È IL CASO DI FARE LA 'DUCETTA'” – "IL POLITICALLY CORRECT? WOKE DE LÀ, WOKE DE QUA: TUTTE VICENDE CHE RIGUARDANO UNA RISTRETTA CERCHIA CHE NON CONTA NIENTE. INFATTI POI HA VINTO LA MELONI. IL RESTO SONO PIPPE...” – “DAGOSPIA È UN RULLO DI CARTA IGIENICA CHE MISCHIA VARI SETTORI. PERCHÈ LA VITA È FATTA COSÌ: UN GIORNO VUOI DIRE QUALCOSA DI IMPEGNATO, L’ALTRO UNA BARZELLETTA…”
11 Novembre
OCEAN VIKING, NAVE ARRIVATA NEL PORTO DI TOLONE
(ANSA) - La nave Ocean Viking, con 230 migranti a bordo, è arrivata questa mattina nel porto di Tolone, scortata da navi francesi e da un elicottero.
OCEAN VIKING: DARMANIN, 9 PAESI EUROPEI ACCOGLIERANNO MIGRANTI
(ANSA) - Nove paesi europei si sono impegnati ad accogliere "i due terzi" dei 234 migranti della Ocean Viking, che arriverà domani a Tolone, nel sud della Francia: lo ha annunciato stasera il ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin. Fra i paesi europei che si sono impegnati ad accogliere i migranti, ha detto Darmanin su TF1, la Germania riceverà "oltre 80 persone". Croazia, Romania, Bulgaria, Lituania, Malta, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda accoglieranno anch'essi migranti in nome della "solidarietà europea", ha aggiunto Darmanin. I rifugiati che saranno accolti saranno quelli "compatibili con la richiesta di asilo" ha spiegato il ministro, ribadendo che "coloro che non potranno ottenere l'asilo ripartiranno direttamente verso il loro paese di origine".
11 Novembre
“LA STAMPA”:
“FONTI DIPLOMATICHE DI PARIGI ESCLUDONO CHE MACRON POSSA AVER DETTO APERTAMENTE
A MELONI, DURANTE IL RAPIDO COLLOQUIO DI SHARM EL SHEIKH, CHE AVREBBE APERTO I
PORTI FRANCESI”
Giuliano Ferrara per “il Foglio”
Isolamento internazionale dell’Italia in Europa, giù le relazioni diplomatiche con partner decisivi, blocco dei ricollocamenti previsti in Francia. Non si capisce un tubo, è molto strano, per non dire grottesco, quel che va facendo la presidente Meloni in materia di immigrazione e accoglienza dei profughi. […] Il massimo sforzo di creare le condizioni di una integrazione politica piena e legittimante del nuovo governo di destra a Bruxelles sembrava prevalere su altre considerazioni. E l’attenzione ai rapporti con la Francia, oggi sul filo di lama di una polemica molto astiosa, era emersa da subito, già nella fase di preparazione del governo Meloni. D’altra parte la gestione del Pnrr e degli accordi di Dublino e altri tuttora validi, e del budget finanziario di compensazione dell’accoglienza marittima, autorizza i francesi, oltre tutto provocati dalle incaute e guascone dichiarazioni di Salvini sui “porti francesi aperti”, a richiamare l’Italia dei “porti chiusi” alle sue effettive responsabilità di partner europeo beneficiario di ingenti aiuti finanziari, con un’apertura collaborativa nella gestione degli sbarchi che però parte dal rispetto del diritto della navigazione e dunque dall’apertura degli approdi sicuri per le imbarcazioni che salvano profughi o migranti dal naufragio in mare. […] Ci hanno già provato a fare la voce grossa e a usare le maniere forti: non regge, nemmeno dal losco punto di vista della propaganda e della demagogia populista cosiddetta. Ci si aspettava un cambio di registro guidato con un minimo di saggezza dalla presidente del Consiglio e in ragione delle sue ambizioni di durata, di efficacia, di tenuta politica nel concerto europeo. INVECE ABBIAMO, CON LA COMPLICITÀ FINORA DI MELONI STESSA, UN CALCO STARNAZZANTE DELLA VECCHIA E IMPROBABILE SCENEGGIATA ANTI IMMIGRAZIONE, CHE FU A COLPI DI ‘ZECCA COMUNISTA’, ‘DÀGLI ALLE ONG’, ‘L’ITALIA LA VEDRETE SOLO IN CARTOLINA’. CHE SENSO HA?”
Ugo Magri per “la Stampa”
La lite con Parigi è già infuocata di suo, non occorre versare altra benzina. Dunque anzitutto prudenza. Quando vorrà intervenire, al momento opportuno, Sergio Mattarella lo farà in privato coi vari protagonisti ricorrendo alla "moral suasion", che di regola è tanto più efficace quanto meno viene sbandierata in pubblico. Di sicuro non se ne laverà le mani. Però nel frattempo zero esternazioni del presidente sulla vicenda Ocean Viking, nessuna bacchettata qua e là, anzi «nemmeno un sospiro» come avvertono seccamente dalle sue parti. La questione investe in prima battuta il governo, che dovrà decidere quale strada intraprendere come la Costituzione prevede. Tra l'altro il presidente si trova nei Paesi Bassi per una visita che rientra nei suoi compiti di rappresentanza. La notizia della crisi diplomatica l'ha raggiunto nel bel mezzo degli impegni iniziati con una visita al Parlamento olandese, culminati in un colloquio con il primo ministro Mark Rutte che molti considerano la nostra "bestia nera" (guida il fronte dei Paesi cosiddetti frugali i quali ci accusano di avere le mani bucate). Nel pomeriggio visita alla casa-museo di Anna Frank, quindi concerto offerto in onore di re Guglielmo Alessandro e della regina Maxima coi quali Mattarella aveva pranzato. Insomma un programma particolarmente fitto. Ad accompagnare il presidente c'è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: possibile che abbiano scambiato qualche giudizio sulla reazione della Francia e, magari, su come il governo vorrà muoversi. Ma anche su questo bocche assolutamente cucite. Di certo il presidente non può essere entusiasta del nuovo strappo con la Francia. Definirlo dispiaciuto sarebbe un eufemismo. Tra l'altro per lui è uno sgradevole déjà vu. Gli era toccato ricucire faticosamente i rapporti tre anni fa, dopo che l'allora titolare della Farnesina Luigi Di Maio era andato a sostenere la rivolta violenta dei gilet gialli scatenando l'ira dell'Eliseo.
Per prevenire un bis, tre settimane fa, Mattarella aveva agevolato i primi contatti diretti tra Giorgia Meloni fresca di giuramento e il presidente francese Emmanuel Macron affinché s' intendessero meglio colloquiando tra loro. Purtroppo, da quanto oggi si vede, l'accorgimento non è stato sufficiente. Ora la dura reazione d'Oltralpe rischia di peggiorare la posizione dell'Italia in Europa, che pure avrebbe molto bisogno di raccogliere concreta solidarietà non solo sui migranti ma anche sul fronte dell'energia e dei conti pubblici. Volendo cercare una traccia delle preoccupazioni di Mattarella, è sufficiente ascoltare i concetti espressi dal presidente nel faccia a faccia con Rutte. Contengono un richiamo a 360 gradi, con molti destinatari. «Le sfide che si affrontano richiedono un impegno comune dell'Unione, non sono sfide che alcun Paese da solo possa risolvere», ha insistito Mattarella, «sono sfide che soltanto l'Europa nel suo complesso può affrontare». Chi nutre la presunzione di poter fare da sé rischia un tragico buco nell'acqua. Ci vuole concordia, bisogna lavorare per ritrovarla. E ancora: «Occorre essere consapevoli di avere sulle spalle la responsabilità di rendere sempre più l'Unione una vera casa comune, ispirata ai valori su cui si fonda. Non una comunità di meri rapporti economici ma una comunità di valori, di Stato di diritto, di diritti umani». I diritti umani, appunto. E il senso di umanità che viene prima di tutto.
Meloni, molto colpita da reazione aggressiva Francia
(ANSA) - "Quando si parla di ritorsioni in un dinamica Ue qualcosa non funziona. Sono rimasta molto colpita dalla reazione aggressiva del governo francese, incomprensibile e ingiustificabile". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni interpellata in conferenza stampa.
Meloni, oggi a Tolone prima nave Ong a sbarcare in Francia
(ANSA) - Meloni, oggi a Tolone prima nave Ong a sbarcare in Francia Francia accoglie 230 migranti, da noi 90mila sbarchi
(ANSA) - "Io credo che valga la pena mettere insieme due numeri: la nave Ong Acean Viking che oggi attracca in Francia è la prima nave di una Ong che abbia mai attraccato in Francia con 230 migranti. Questo ha generato una reazione molto dura nei confronti dell'Italia che ha fatto entrare quasi 90mila emigranti". Lo afferma la premier, Giorgia Meloni, in conferenza stampa.
GRAMELLINI: “IL PASTICCIACCIO BRUTTO CON I FRANCESI È LA PROVA DI CIÒ CHE NON FUNZIONA IN QUESTA MAGGIORANZA, DOVE C'È UN PARTITO CHE HA VINTO LE ELEZIONI E SI SFORZA, NON SEMPRE RIUSCENDOVI, DI MANTENERE UN BASSO PROFILO, E ALTRI DUE CHE INVECE USANO LA RIBALTA PER FARE PROPAGANDA"
12 Novembre
DOPO LO STRAPPO
MACRON-MELONI SUI MIGRANTI, LA PATATA BOLLENTE È FINITA NELLE MANI DI SERGIONE
MATTARELLA CHE, COME DAGO-RIVELATO, CERCA DI RICUCIRE CON IL TOY BOY
DELL’ELISEO E INTANTO MANDA UN AUT AUT A MELONI&CO: SE DOMANI A MATTEO
SALVINI PARTISSE UN ALTRO EMBOLO, IO VI LASCIO AL VOSTRO MISERO DESTINO – IL
CAPO DELLO STATO INSISTE PERCHE’ SUI MIGRANTI IN EUROPA CI SIANO “SCELTE
CONDIVISE E CI SIA SOLIDARIETÀ”..
Fiorenza Sarzanini per corriere.it
Abbassare i toni e puntare l’attenzione sui numeri. È questo il cambio di strategia del governo dopo lo scontro durissimo con la Francia per lo sbarco dei migranti dalle navi delle Ong. Una linea che il titolare della Farnesina Antonio Tajani ribadirà lunedì al consiglio degli Affari Esteri di Bruxelles sottolineando la necessità che «ognuno faccia la propria parte». E il Viminale fa propria con il segnale distensivo del ministro Matteo Piantedosi al collega Gérald Darmanin: «Il rafforzamento dei controlli alla frontiera italo-francese per limitare i movimenti secondari dall’Italia alla Francia, annunciato in queste ore, avverrebbe su uno scenario che già si avvantaggia della consolidata esperienza dei pattugliamenti misti, a cui concorre anche la polizia, che ha dato ottimi risultati per contrastare il passaggio illegale dei migranti tra i due Paesi e a cui intendiamo continuare a dare il nostro contributo» Dopo le accuse pesantissime di «comportamento disumano» nei confronti del nostro Paese, si prova a ricucire lo strappo.
Il rischio isolamento
Le dichiarazioni trionfanti degli ultimi giorni provenienti da diversi esponenti di Lega e Forza Italia dopo la decisione della Ocean Viking di fare rotta verso la Francia, avevano ottenuto l’effetto di scatenare la reazione furiosa di Parigi. Con il rischio sin troppo evidente di compattare il fronte internazionale e causare un isolamento in cui il nostro Paese potrebbe trovarsi in Europa non soltanto sui migranti, ma anche sugli altri dossier che dovranno essere esaminati, primo fra tutti quello economico. Un rischio che Palazzo Chigi sa bene di non poter correre. Ecco perché a Bruxelles Tajani porterà i numeri del ministero dell’Interno che fotografano la situazione reale. E ribadirà come gli accordi che la Francia minaccia di voler stracciare in realtà non sono mai stati rispettati dai membri della Ue.
13 nov 2022 07:56
“DALLA MELONI METODI INACCETTABILI, SE L'ITALIA ANDRÀ AVANTI AVRÀ CONSEGUENZE” – CONTINUA LO SCONTRO FRANCIA-ITALIA, LA MINISTRA DEGLI ESTERI CATHERINE COLONNA (GIOVEDÌ POMERIGGIO) HA ATTACCATO LA DUCETTA – “LA CRISI CON L'ITALIA SUI MIGRANTI È UNA FORTISSIMA DELUSIONE: ROMA NON RISPETTA NÉ IL DIRITTO INTERNAZIONALE, NÉ IL DIRITTO MARITTIMO” – LA FURIA DI MACRON, CHE NON SOPPORTA DI PRESTARE IL FIANCO ALLE ACCUSE DI LASSISMO PUNTUALMENTE ARRIVATE DA MARINE LE PEN: ESCLUSO UN INCONTRO CON MELONI AL G20 – LA LETTERA CONGIUNTA CON GRECIA, MALTA, CIPRO ALIMENTA ALTRE POLEMICHE, LA SPAGNA PRENDE LE DISTANZE - L'OPERAZIONE DIPLOMATICA DI MATTARELLA: DAGOREPORT
Almeno per il momento nelle stanze del potere a Parigi non è proprio aria di un incontro Macron-Meloni al G20 di Bali, martedì e mercoledì prossimi. La riconciliazione non sarà facile, perché Francia e Italia restano salde sulle proprie posizioni. Ma se Roma sembra disposta a tentare un riavvicinamento, Parigi ritiene di avere subito un torto gravissimo e pensa ancora alle ritorsioni, più che a riallacciare il dialogo. Al «forum della pace» di Parigi, Emmanuel Macron venerdì ha parlato di questioni migratorie senza entrare nei dettagli, evocando un generico dovere di «solidarietà internazionale». Ma da giorni negli ambienti diplomatici si parla di un presidente francese profondamente in collera per essere stato messo di fronte al fatto compiuto. Che poi i suoi ministri mettano in scena lo sdegno anche a fini interni, almeno in parte, non cambia la sostanza.
La Francia sente di avere patito un’umiliazione dall’Italia, e la ministra degli Affari esteri Catherine Colonna, già ambasciatrice a Roma dal 2014 al 2017, lo ribadisce in un’intervista al Parisien : «Se l’Italia persiste con questo atteggiamento ci saranno conseguenze», è il titolo. Colonna ha ricevuto i giornalisti del Parisien nel suo ufficio al Quai d’Orsay giovedì pomeriggio e le sue frasi vengono pubblicate sul quotidiano in edicola oggi, dopo le limature e i controlli apportati dai consiglieri, come è consueto in questi casi. Si può dire quindi che l’intervista rappresenti la posizione attuale di Parigi, ed è un nuovo attacco al governo italiano, con toni quasi minacciosi.
Fabrizio Goria per la Stampa
NON CI SONO SOLO GLI SCAZZI CON MACRON AD AGITARE I SONNI DI
GIORGIA MELONI (CHE HA RADDOPPIATO LA RAZIONE QUOTIDIANA DI SIGARETTE) -
L'AGENZIA DI RATING AMERICANA MOODY’S GELA L’ITALIA - IL PIANO NAZIONALE DI
RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) È IN RITARDO (A RISCHIO L’EROGAZIONE DELLA PROSSIMA
TRANCHE) E IL GOVERNO GLI OBIETTIVI DI BILANCIO DEL 2023 SONO IN BILICO
Il 2022 si chiuderà meglio del previsto. Il 2023 no. E il governo mancherà gli
obiettivi di bilancio. Il monito di Moody' s sull'Italia è netto e arriva come
una doccia fredda per il nuovo governo a trazione Giorgia Meloni. L'agenzia di
rating statunitense spiega di aver rivisto al rialzo la previsione sul Pil
della penisola per il 2022 al 3,7% dal precedente 2,7 per cento. Ma preoccupa
il clima per il prossimo anno. Gli stoccaggi di gas naturale in vista
dell'inverno 2023/2024 rappresentano una sfida significativa, sottolinea Moody'
s, così come il mantenimento delle promesse sui conti pubblici. Il disavanzo
sarà più rilevante delle stime. E il Piano nazionale di ripresa e resilienza
(Pnrr) è già in ritardo. Problemi su cui Meloni dovrà dare risposte. Gli occhi
sono puntati sull'Italia. E in particolare sull'attuazione del Recovery Fund. Il
contesto non è positivo. L'esecuzione dei piani di investimento in Italia è in
ritardo e la Nadef mostra che entro la fine del 2022 sarà stato speso meno
dell'1% del Pil rispetto a un obiettivo iniziale dell'1,7 per cento. La
"Credit opinion" di Moody' s sulla posizione italiana a proposito
delle erogazioni Ue per il Pnrr non usa mezzi termini. La società di rating
ricorda che Bruxelles ha erogato 21 miliardi dopo che l'Italia ha raggiunto
tutti i traguardi e gli obiettivi previsti per la prima metà del 2022 con il
governo Draghi. Ma con un ma: con due soli obiettivi in ritardo legati alla
legge sulla concorrenza «tra cui una liberalizzazione dei prezzi al dettaglio
del gas che potrebbe rivelarsi politicamente difficile nel contesto
dell'attuale crisi energetica e potrebbe ritardare l'erogazione della prossima
tranche», scrive Moody' s.
Il nuovo governo comunque «ha manifestato la propria disponibilità a seguire il piano disegnato dal governo Draghi, anche se è ancora possibile qualche tentativo di rinegoziazione» sul Pnrr «in particolare per tenere conto dell'aumento dei prezzi». Secco il giudizio: «Sebbene non facciano parte della nostra previsione di base, trasferimenti per il Pnrr inferiori alle attese nell'intero periodo del programma metterebbero sotto pressione gli investimenti», soprattutto in un quadro di inflazione elevata e persistente come l'attuale, spiega l'agenzia statunitense. Lo scenario è destinato a peggiorare nel corso dei prossimi dodici mesi, alla luce della mancata indipendenza energetica del Paese. L'Italia, secondo Moody' s, «rimane vulnerabile all'attuale crisi energetica data la sua ampia dipendenza dal gas nel suo mix energetico».
DA QUI A FINE ANNO IL GOVERNO DEVE RISPETTARE 55 IMPEGNI DEL RECOVERY - LA MELONI HA STOPPATO IL BLITZ ALESSANDRO MORELLI, FEDELISSIMO DI SALVINI, CHE VOLEVA CAMBIARE LA STRUTTURA PREDISPOSTA DA DRAGHI – LE ACCUSE AL SOTTOSEGRETARIO FIN QUI DELEGATO AL PIANO, OVVERO ROBERTO GAROFOLI…
Alessandro Barbera per la Stampa
Per mostrarsi credibile agli occhi dell’Europa e dei mercati Giorgia Meloni ha a disposizione quarantanove giorni. Di qui al 31 dicembre deve rispettare due delicatissime scadenze, sulla legge di bilancio e il piano nazionale delle riforme. Mai come quest’anno il secondo obiettivo vale più del primo. La premier ha affidato tutti i poteri a Raffaele Fitto, ministro degli Affari comunitari e ormai da mesi ambasciatore di Fratelli d’Italia nei palazzi europei. Per capire l’enorme potere che gli ha delegato occorre scorrere la Gazzetta ufficiale di due giorni fa. «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei ministeri», articolo 7 comma 2. «Il servizio centrale per il Pnrr opera a supporto delle funzioni e delle attività attribuite all’Autorità politica delegata». Fitto ha di fronte a sé un lavoro gigantesco. Fra fondi del Recovery - 200 miliardi in sei anni - e per il Sud dovrà governare una macchina che vale 350 miliardi di risorse europee. Di qui a fine anno il governo deve rispettare 55 impegni del Recovery. E’ uno dei semestri più complicati dell’intero piano. Draghi ha lasciato sul tavolo della Meloni la metà del lavoro. Gli ostacoli da superare sono essenzialmente tre: la riforma del processo penale, su cui pendono le resistenze di magistrati e avvocati, quella dei servizi pubblici locali (qui le resistenze sono di governatori e sindaci), il riordino dei cosiddetti oneri di sistema, i balzelli che paghiamo in bolletta per sussidiare la produzione di rinnovabili.
La riorganizzazione voluta dalla Meloni rischia però di rallentare il lavoro. La struttura burocratica del piano è complicatissima, e investe tutta la macchina pubblica. Gli uffici più importanti sono il «servizio centrale del Pnrr» presso il ministero del Tesoro (lo gestisce Carmine di Nuzzo), la «segreteria tecnica della cabina di regia» a Palazzo Chigi, guidata da Chiara Goretti, «l’unità per la regolazione» diretta da Nicola Lupo, a cui si aggiunge un gruppo di lavoro in ciascun ministero di spesa. La legge voluta da Draghi ha escluso i vertici di tutti questi uffici dalla regola dello spoil system, la quale permette ai governi entranti di cambiare i vertici di gran parte delle burocrazie. Il primo argomento di scontro nel governo durante la cabina di regia della scorsa settimana è stato su questo. Alessandro Morelli, sottosegretario di Palazzo Chigi e fedelissimo di Matteo Salvini (è stato direttore di Radio Padania) ha chiesto di rimuovere tutti, compresi i responsabili delle unità di ciascun ministero. Meloni, d’accordo con Fitto, l’ha subito stoppato: «Valutiamo prima lo stato dell’arte e l’efficienza del lavoro, poi decideremo il da farsi».
13 nov 2022 11:10
“IL GOVERNO FRANCESE NON SCARICHI SU DI NOI I SUOI PROBLEMI
INTERNI”
Monica Guerzoni per “il Corriere della Sera”
Ministro Antonio Tajani, il governo riuscirà a ricucire lo strappo con la Francia?
«Noi sul tema migranti abbiamo posto un problema politico, non volevamo creare alcuna polemica. Da parte della Francia c'è stata una reazione sproporzionata, anche per questioni loro di politica interna. Vogliamo un'azione europea più forte, perché i settemila chilometri di costa italiana sono la frontiera Sud dell'Europa. Anche Manfred Weber, il presidente del Ppe, ci ha dato ragione».
Domani al Consiglio Ue dei ministri degli Esteri lei porterà un piano sull'accoglienza dei migranti?
«È l'Europa che deve fare un piano, non l'Italia. Serve una scelta condivisa sul ricollocamento. Noi porremo il tema immigrazione con grande serenità e determinazione, perché il problema va avanti da anni e dobbiamo assolutamente risolverlo. Chiederò quale accordo dice che quelli italiani sono i porti dove devono sbarcare tutti i migranti. Non mi risulta che esista».
La proposta del governo?
«Bisogna impedire gli sbarchi e quando si prendono le barche dei trafficanti si distrugge il motore. Servono un vero Piano Marshall europeo per l'Africa e accordi con Libia, Tunisia, Marocco, Niger e altri Paesi del Sahel. Nel 2050 gli africani saranno quasi tre miliardi. Il problema va risolto a monte affrontando i cambiamenti climatici, le malattie, la povertà, le guerre, il terrorismo».
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